Pitigliano, la Piccola Gerusalemme

Pitigliano - Panorama

"Il Suo monte santo, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte di Sion, dimora divina,
è la città del gran Re."
Chissà! Forse avevano in mente proprio la parole dei Salmi, gli ebrei che giungevano fin qui alla ricerca di un luogo sicuro dove poter vivere, semplicemente, la loro fede in tranquillità.
"Venga da Sion la salvezza d’Israele!"

In effetti, ancor oggi, chi si avvicina per la prima volta a Pitigliano, nella Maremma più profonda ha la netta sensazione di trovarsi davanti ad una specie di rivelazione, ad un’apparizione che ti si presenta dinnanzi agli occhi improvvisa, inaspettata. E come poteva allora, un ebreo non paragonare alle mura imprendibili della biblica Gerusalemme, le altissime pareti in tufo traforate da gallerie vecchie di migliaia di anni, che paiono prolungarsi senza distinzione nei muri delle che appaiono prodigiosamente sospese sull’orlo dell’abisso. Una lunga successione di edifici, palazzi, chiese sulle quali domina, come fosse l’albero maestro di una nave, il campanile del duomo dedicato ai santi Pietro e Paolo.

Pitigliano - Scorcio

Un’apparizione che ha il sapore di un miracolo, uno di quelli che solo una terra magica come la Maremma toscana è capace di ofrirti, un territorio che percorri comodamente senza mai vedere, senza percepire gli incredibili tesori che custodisce. Esattamente l’opposto, ad esempio, del Senese dove ogni presenza ti si para subito dinnanzi agli occhi in tutta la sua evidenza, ben visibile sin da molto lontano, si tratti del profilo di un borgo sulla collina, del rosso dei mattoni di un casolare, del profilo cupo di un cipresso. Qui, invece tutto è gelosamente nascosto, celato allo sguardo. Ogni cosa va ricercata, inseguita, scoperta. Interi paesi, come Sorano, Sovana, Pitigliano scompaiono inghiottiti dalla macchia e dalle ondulazioni di un terreno tormentato come non mai. Per riapparire all’improvviso, magari ad una curva mentre sotto di te lo scorrere millenario delle acque ha scavato gole talmente profonde da darti un senso di vertigine. Anche in questo consiste il fascino di questo territorio, terra di città etrusche e medievali. Un luogo, lo comprendi immediatamente, che sicuramente deve ancora rivelare molti suoi segreti.

Qui i primi ebrei giunsero nel 1569, dopo l’espulsione dallo Stato della Chiesa. Erano gli anni in cui nelle città di tutta Italia cominciavano a sorgere i ghetti, e con essi prendeva via la triste realtà della reclusione, della segregazione delle comunità ebraiche. A Pitigliano, invece, che all’epoca costituiva un feudo indipendente fra Lazio e Toscana, gli ebrei trovarono una nuova patria. Ai primi figli d’Israele, presto si aggiunsero quelli provenienti da Firenze, dall’Amiata, dalla distrutta città di Castro. Non è un caso che Pitigliano, dopo Roma, Venezia, Firenze e Livorno, fu uno dei primi centri italiani a costruire una sinagoga. Una situazione, quindi, relativamente felice tanto che nel ’700 Pitigliano veniva già identificata come la "Piccola Gerusalemme". Una situazione che non cambiò di molto nemmeno quando, con l’accorpamento definitivo nel Granducato di Toscana dei Medici, anche qui venne istituito un ghetto.

Pitighliano - Particolare del Ghetto ebraico

In realtà, gli ebrei di Pitigliano poterono continuare ad esercitare le loro attività (soprattutto quella tradizionale di banchiere e prestatore di denaro ad interesse) e, cosa assolutamente eccezionale per i tempi, poterono possedere anche dei beni. Una comunità pacifica e laboriosa, quindi, che potè crescere anche numericamente fino a raggiungere una consistenza pari addirittura al 12% dell’intera popolazione. E che poté vivere sempre, nonostante le leggi, in piena armonia con gli altri abitanti di fede cristiana. Tanto che nel 1799, al contrario di quanto accaddeva purtroppo in altre città della Toscana, il popolo difese gli ebrei dalle violenze e dai saccheggi delle soldataglie francesi.

Nell’800, poi la Comunità ebraica si rafforzò con la fondazione dei una biblioteca e di un istituto per le opere caritative. L’ultimo secolo, infine, quello delle terribili persecuzioni, quello delle leggi razziali, ha visto un lento ma continuo flusso di ebrei da Pitigliano verso i centri più importanti della Toscana, anche in conseguenza delle mutate condizioni economiche.

Eppure la Comunità di Pitigliano, pur numericamente ridotta a poche unità, ha saputo proprio in questi ultimi anni ritrovare la sua grande tradizione. Recuperando anche il suo ricco patrimonio architettonico, restaurando e riaprendo la Sinagoga, il forno degli azzimi, il cimitero, e così via. Promuovendo la sua cultura, producendo vino kasher.

Pitigliano - La sinagoga, interno

Oggi il borgo di Pitigliano, arroccato orgogliosamente sullo sperone tufaceo dà l’impressione di un borgo tranquillo e ordinato, con le case in pietra tufacea, le botteghe che si affacciano con discrezione sulle vie silenziose e raccolte. Con i passaggi che sfuggono lateralmente per regalarti scorci improvvisi sulla valle sottostante. Con scale che scendono sotto volte antiche sulle quale si affacciano finestrelle fiorite sotto le quali sonnecchiano i gatti. E dove, appena abbandonata la strada principale, ti trovi immerso nell’atmosfera raccolta della sinagoga, dai colori tenui e con le scritte dai caratteri che non comprendi. Eppure percepisci chiaramente che non c’è contrasto, non c’è separazione. No, tutto, la sinagoga, le vestigia dell’antico ghetto, le mura medievali e le pietre etrusche, tutto questo si fonde in un’armonia unica, magica e piacevole, e che fa riflettere. Una lezione per tutti noi, un segno di speranza che ci viene da quest’angolo sperduto della Maremma toscana.


Ci troviamo nel comune di:
Pitigliano (GR)