Cari amici, questa è la nostra newsletter numero 7. Qui di seguito potrete leggere due degli ultimi testi inseriti nel portale www.secrettuscany.it. Due testi che sono anche un omaggio al buon gusto e al buon vivere. Ma anche un invito ad uscire dai soliti percorsi per scoprire l’anima più profonda di una terra unica al mondo. Un viaggio che vogliamo condividere con voi, fra borghi incontaminati, luoghi del mistero e della fede, giardini fioriti, sapori della tradizione e molto altro ancora.
Da parte nostra, stiamo lavorando alla realizzazione del dizionario turistico della Toscana, comune per comune,
che diventerà una guida turistica completa ed articolata della regione. Abbiamo molte altre idee che contiamo di
realizzare nell'immediato futuro per rendere Secret Tuscany.it uno strumento sempre più utile ed irrinunciabile
per chi ama la Toscana.
Questa è la nostra filosofia: contenuti di qualità e facilmente accessibili. Senza cedere alla
tentazione, come fanno un po' tutti, di realizzare siti, magari con tante "diavolerie", filmati, ricchi di contenuti presi in prestito a destra a sinistra,
con molti contenuti commerciali ma che poi, dal punto di vista dei "veri" contenuti risultano poveri e superficiali.
Anche noi, ovviamente, dobbiamo essere "commerciali", ma senza che questo aspetto diventi preponderante e sempre nel rispetto dello spirito che ci informa,
con un'attenzione particolare a quella Toscana che spesso e ingiustamente viene definita "minore".
Una delle nostre ultime creature è il sito www.accommodation-in-tuscany.it, in lingua inglese, dedicato
all'accoglienza in Toscana.
Ovviamente, dobbiamo crescere nei contenuti ma abbiamo grandi ambizioni. Forti di un'esperienza di decenni di lavoro alle spalle.
Continuate a visitarci numerosi come sempre. Aiutateci a
migliorare, inviateci i vostri consigli, le vostre osservazioni.
Saranno sempre benvenuti. E ricordatevi che da oggi Secret
Tuscany.it è anche un gruppo su Facebook.
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staff di Secret Tuscany.it

Una varietà e una storia complessa che contraddistingue anche la villa, una splendida costruzione dalle tinte delicate, che vanno dal blu al grigio, e la cui facciata risalta elegantemente nel verde intenso dello splendido giardino, ripetendo i colori tenui dello sfondo indistinto dei rilievi dell’Appennino. A villa Mansi, o Cenami-Mansi, si arriva tramite un vialetto che ricalca il percorso di un ruscello, sotto lo sguardo attento della statua di un cacciatore con il suo cane, adagiati su un tappeto di siepi e fiori variopinti. L’elegante edificio venne venne acquistato nel 1599 dalla famiglia Cenami i quali, nel 1634 affidarono all’architetto Muzio Oddi, lo stesso che aveva costruito le imponenti mura di cinta che si snodano attorno a Lucca, l’incarico di ristrutturare ed ampliare la villa, lavori che proseguirono fin nella seconda metà del secolo. La villa passò poi ai Mansi nel 1675, i quali nel corso del ‘700 fecero costruire la splendida balaustra ornata di statue che scorre lungo tutto il perimetro del tetto dell’edificio. Il risultato è un edificio di grande bellezza ed equilibrio, con due ali laterali che incorniciano la parte centrale con il bellissimo e leggero portico, cui si accede tramite una doppia rampa di scale. E le tante statue di personaggi mitologici, i busti sopra le finestre dai timpani spezzati, i medaglioni, le colonne si inseriscono con grande armonia nell’insieme, senza appesantirlo.

Un buon gusto che si ritrova negli interni della villa, con gli stucchi dorati e i dipinti alle perati, gli affreschi illusionistici delle volte dalle quali pendono splendidi lampadari realizzati dai maestri di murano, le ricche decorazioni a grottesche che caratterizzano le altre stanze, come le camere da letto con i magnifici letti a baldacchino. Particolarmente suggestivo ed esuberante è il Salone con tele settecentesche raffiguranti le glorie di Apollo.
Anche il vasto parco risente delle varie vicende nella sua costruzione. Per la progettazione del giardino si scomodò addirittura Filippo Juvarra, uno dei più importanti architetti del ‘700 a livello mondiale, il quale smantellò il precedente parco rinascimentale per realizzare un gioco di effetti scenografici, eliminando i dislivelli, realizzando giardini chiusi e segreti e una sapiente regolamentazione delle acque. Nel corso dell’800, con l’avvento della nuova moda, gran parte del giardino venne rifatto secondo i dettami del “giardino all’inglese”.
Dell’originario disegno del Juvarra, sopravvive la cosiddetta “catena d’acqua” che attraversa tutto il parco e che termina in una grande vasca ottagonale che, in origine, costituiva il fulcro dell’intera struttura del parco. Più sotto, una grande ed elegante peschiera raccoglie l’acqua. Un punto di grande suggestione, con il grande bacino circondato da statue e da alte siepi, cui fanno corona le alte sagome degli alberi del bosco. Ormai quasi isolata, all’interno di un boschetto, appare la grotta nota come “bagno di Diana”, con l’annesso piccolo specchio d’acqua.

Eppure, come abbiamo già detto, l’insieme del parco, nonostante tutte le trasformazioni, mantiene inalterato il sua fascino e la sua unità. Con un susseguirsi di scorci di grande suggestione, fra viali abbelliti da statue o da palme, boschi romantici, specchi d’acqua, prati verdeggianti. Dietro l’edificio, è posta una bella fontana sormontata da una statua e circondata da alberi nani di banano. Poco discosto, un boschetto di bambù. Dal lato opposto della villa, si può ammirare una preziosa e rara collezione di camelie.
Una meraviglia dietro l’altra, in un angolo di mondo che pare davvero essere un assaggio di paradiso. Ma dove talvolta appare il fantasma maledetto della bellissima Lucida Mansi che non esitò a vendere la sua anima a Satana in cambio dell’eterna giovinezza. E che, trascinata nelle fiamme infernali dal demonio ritorna a visitare, durante le notti di luna piena, questo giardino ed altri luoghi nei dintorni di Lucca. Alla ricerca disperata di un attimo d’amore.

45’ - Cottura: 2 h e 10’
Mentre passate al setaccio 3/4 dei fagioli con la loro acqua, soffriggete l'aglio e la cipolla in un tegame di coccio. Quando avranno preso colore, unite il sedano, le carote e il porro affettati. Cuocete per un'ora a fiamma basa, quindi unite le altre verdure, il pepolino, il sale e il pepe. Aggiungete i fagioli passati e fate sobbollire ancora un'ora mescolando bene. Pochi minuti prima di togliere dal fuoco amalgamatevi anche i fagioli interi. Versate la zuppa in un recipiente di coccio alternandola a strati di pane e fate riposare 24 ore.
E’ chiaro che si tratta di una delle tante minestre "di magro" della cucina
popolare. Per fregiarsi del glorioso nome di "ribollita" va rimessa a lungo sul
fuoco con altro olio. Un tempo era uso, ogni venerdì, prepararne grandi quantità
da mangiare anche il sabato a colazione.
*A Firenze si chiama "pepolino" il timo.
>>> Vallombrosa: la natura, la storia, la fede
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>>> The Tarot Garden in Capalbio: the game and the life.
>>> L’Arizona di Leonardo da Vinci e Monna Lisa.
>>> The Arizona of Leonardo da Vinci and Monna Lisa.
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chicken liver paste.
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sulle acque.
>>> Il museo delle statue stele a Pontremoli: le pietre del mistero.
>>> Pitigliano, la Piccola Gerusalemme.
>>> Monteriggioni, le torri e i giganti.
>>> Bagno Vignoni, in the Orcia Valley, the square that not exists.
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Badia di Pomaio nasce dall’accurato restauro di un antico monastero seicentesco che sorge sulla cima di un colle panoramico a 5 km dal centro storico di Arezzo. Le 17 camere, comode e silenziose, sono una diversa dall’altra e pur essendo dotate di tutte le comodità, mantengono un’atmosfera d’altri tempi. Nei mesi estivi, la Piazzetta con l’antico loggiato si trasforma in ristorante offrendo una splendida vista sulla vallata.

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Ai piedi di Cortona, immersa fra i vigneti e gli olivi, sorge Villa Rosa dei Venti, un antico casolare del ’700 recentemente restaurato, con il suo ampio giardino. Tre bellissimi appartamenti e due cottages tutti confortevoli e arredati con gusto sono a disposizione degli ospiti. L’ambiente, in felice posizione panoramica, è tipicamente rurale. Da degustare il vino, l’olio extravergine e gli altri prodotti della fattoria.

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tranquillo e riposante, in una terra ricca di proposte culturali e
bellezze ambientali, antiche tradizioni storiche e caratteristici
sapori della cucina toscana.
I locali hanno mantenuto le strutture e le caratteristiche degli
ambienti delle antiche case toscane. Il giardino comprende spazi per
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della provincia di Livorno.

Near Arezzo, Tuscany, Badia a Pomaio is a picturesque Hotel with Restaurant in an ancient Vallombrosana Abbey from 1645. For your vacations: enjoy a sense of well-being, relaxing in a natural setting and sampling the delectable Tuscan cuisine. Comfortable, quiet rooms equipped with all the amenities, maintain an atmosphere of days gone by. In summertime, guests may enjoy meals on the panoramic terrace or wine in the stone cavern.

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Situated near Cortona (Arezzo), Villa Rosa dei Venti is surrounded by vineyards and olives and offers the possibility to quickly reach the main historical and artistic sites, as Florence, Siena, Perugia, Assisi at a short driving distance. Villa Rosa dei Venti is an ancient farm of the eighteenth century recently restored. It is divided into three spacious apartments, two cottages, and a reception on the ground floor.
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