Il museo delle statue stele a Pontremoli: le pietre del mistero

Fantasmi di pietra appena abbozzati che sembrano uscire dalle pieghe più oscure del tempo. Presenze arcane, magiche, cariche di milenni. Figure che rassomigliano piuttosto ad extraterrestri appena scesi dalle loro astronavi. Un mistero, l’ennesimo in questa terra incredibile, la Lunigiana, dove ad ogni passo riecheggiano antichi racconti di demoni, maghi, processioni di morti, lupi mannari, città scomparse, tesori nascosti e molto altro ancora. Se qualcuno vuole respirare a pieni polmoni l’aria del mistero, trova qui pane per i suoi denti.

Come in queste sale. Non importa sapere se quello che ci troviamo dinnanzi sono reperti che hanno dai due ai cinquemila anni e che, semplicemente, ci troviamo nelle sale di un museo, quello delle statue-stele, ospitato nell’affascinante scenografia del castello del Piagnano a Pontremoli. No, non basta davvero questo a rassicurarci di fronte a quelle figure di pietra, a malapena abbozzate con pochi, essenziali segni, quasi simboli archetipi provenienti da un passato lontanissimo, ormai dimenticato, ma che possiamo toccare ancora con mano, qui ed ora.

Ma cosa sono, in fin dei conti, quei manufatti alti da un minimo di circa mezzo metro fino ad un massimo di poco più di un metro e mezzo che paiono fissarci nella loro eterna immobilità? Non vi è consenso fra gli studiosi. Probabilmente si tratta di antichi monumenti funerari, oppure di statue realizzate per celebrare singoli personaggi o divinità. Oppure, ancora, erano segnali per delimitare una via o un territorio. Magari, chissà, diversi di questi significati al contempo. Forse. In definitiva, il mistero persiste e, molto probabilmente, rimarrà tale per sempre.

Il fatto è che le circa ottanta statue-stele finora ritrovate, sono state rinvenute in maniera assolutamente casuale, magari grazie all’aratro di un contadino intento a dissodare un terreno o a alla pala di una ruspa che effettuava uno scavo. Ed in territori che non riportavano tracce significative della presenza umana. In luoghi isolati, appartati, quindi: perché? E come mai per trovare delle possibilità di confronto con monumenti simili, dobbiamo andare in aree distanti, in Veneto, in Puglia, addirittura in Bretagna?

Le statue-stele sono la testimonianza di una religione antichissima, forse giunta dall’Oriente, come faranno poi tante altre fedi che hanno lasciato una traccia più duratura. Ma sono soprattutto la testimonianza di un’antica unità spirituale di questa terra che prende il nome dalla scomparsa città di Luni, presso il mare. Un territorio che abbraccia gran parte dell’attuale provincia di Massa Carrara, un porzione della provincia di La Spezia, oltre che un breve tratto di quella di Parma.

I ritrovamenti di questi misteriosi manufatti segnano il territorio di quest’area, unitaria al di là dei confini che la storia gli ha imposto, compresa fra l’Appennino e il mare. Ritrovamenti d’altronde relativamente recenti, a partire dalla prima statua-stele scoperta nel 1827 a Zignago, vicino La Spezia. E che poi si sono succeduti fino ai nostri giorni. Ad onor del vero, anche nei secoli precedenti, l’esistenza di queste pietre non era del tutto sconosciuta, visto anche che alcuni esemplari di statue stele sono stati utilizzati come materiale da costruzione in edifici civili o religiose. E che, in età altomedievale, venne addirittura attuata un tentativo di distruzione di queste immagini, considerate pagane, come è testimoniato da una lapide murata in una chiesa di Filattera dove un personaggio longobardo, nell’VIII secolo, viene celebrato come "colui che infranse gli idoli". Ed infatti, diverse statue stele riportano segni evidenti di mutilazioni e danneggiamenti.

Esemplari di statue-stele sono dispersi in vari musei della Toscana e della Liguria. Qualcuno è rimasto nella zona originaria. Ma la concentrazione di queste statue nel castello del Piagnaro di Pontremoli è assolutamente preponderante. Giungere fin quassù è già di per se stesso un percorso dietro nel tempo fra le strette vie del borgo medievale, fra le vecchie case in pietra, che lasciano il posto alla salita verso la grigia ed imponente mole del castello che tutto domina con la sua copertura in lastre di arenaria, l’imponente imponente maschio, la cortina muraria, le sue corti. Ma soprattutto con le sei sale del museo delle statue-stele dove, in successione, possiamo passare in rassegna tutta la storia di questi misteriosi oggetti.

Il castello del Piagnaro

Entrando, pare quasi di trovarsi in un luogo sacro dove la luce radente e fredda fa risaltare e vibrare nella penombra la scarna superficie in pietra di queste figure. Ecco quelle più antiche, quelle del cosiddetto "gruppo A", lavorate solo su una facciata e dai tratti schematici, appena accennati, con il tronco non separato dalla testa, gli occhi che sono piuttosto due piccoli fori, la bocca inesistente, il volto a forma di "U", le armi, i monili, i seni a malapena delineati. Un’antichità di migliaia di anni, povere statue realizzate da uomini che utilizzavano semplici utensili in pietra, mentre in Egitto sorgevano le grandi piramidi e in Mesopotamia si edificavano le ziqqurat. Proseguiamo il nostro viaggio e passiamo alle statue-stele del "gruppo B". Siamo ormai nell’età del bronzo e anche le statue risentono delle nuove tecniche di lavorazione: la testa si stacca dal tronco ed assume una particolare conformazione allargata, il volto presenta una maggiore evoluzione. Nelle figure femminili, i seni diventano più grandi ed accentuati, compaiono gioielli e decorazioni. Gli uomini diventano dei guerrieri, con un pugnale e un’ascia. Il "gruppo C", pur nella rappresentazione sempre più realistica delle figure, ci porta in una società composta da guerrieri. Le donne, in questo mondo violento, paiono scomparire. Gli uomini sono armati con la corta spada di origine celtica e compare la scrittura, etrusca. Siamo ormai in un’epoca che sta per sfociare nella dominazione romana, è la fine della millenaria storia delle statue-stele. Ma l’inizio di un mistero che dopo millenni dura ancora.


Ci troviamo nel comune di:
Pontremoli (MS)
Il museo delle statue stele lunigianesi è ospitato nelle sale del Castello del Piagnaro a Pontremoli (MS)
Informazioni:
Tel: 0187/831439
E-mail: info@statuestele.org
web: www.statuestele.org
Orari di apertura:
Ottobre-Aprile: 09.00-12.30 / 14.30-17.30
Maggio-Settembre: 09.00-12.30 / 15.00-18.00
Lunedi chiuso