Matelda e la Torre dei Diavoli

È la solita storia. Lei una giovane e avvenente donna, Telda o Matelda, andata in sposa, con uno di quei matrimoni combinati fra nobili famiglie  che nel medioevo erano, ahimé, pratica comune. Per giunta ad uomo molto più anziano di lei, proveniente da una famiglia che in Casentino, in quei tempi, incuteva timore, quello dei conti Guidi, fieri campioni del ghibellinismo. Una famiglia, padrona assoluta di questa parte di Toscana e che fu in prima fila nella conquista di Firenze nel 1260. Un casato molto importante, quindi, che discendeva da quel tale Guido che con le sue soldataglie di padroni taglieggiava e dominava il Casentino, simile ad un castigo divino, attorno al fatidico anno Mille. Un personaggio denominato “Bevisangue”, a causa della sua abitudine di leccare la lama della spada dopo aver scannato un nemico in combattimento.

Poppi in Casentino - panorama

Alla bella Matelda era toccato in marito un conte Guidi, per giunta molto avanti negli anni e che spesso era assente per combattere le sue tante guerre. E lei, piacente e nel fiore degli anni, legata ad un uomo sposato controvoglia e dotata, secondo quanto si narra, di una passione carnale alquanto accentuata, non riusciva davvero a trovare il modo per soddisfare i suoi appetiti.

Che fare allora? Eppure di giovani, davanti alla torre di Poppi, che era la sua residenza, ne dovevano transitare parecchi. Possiamo immaginare i suoi sospiri, il suo rimpianto per quello che la vita e gli interessi familiari le avevano tolto per sempre. Fino a quando, stanca di consumarsi di desiderio, cominciò a rivolgere più concretamente la sua attenzione agli uomini, soprattutto se giovani e seducenti, che si presentavano presso la sua nobile dimora, cavalieri, paggi, menestrelli, i quali non si facevano davvero pregare per soddisfare le voglie della loro bella e nobile signora. Pare anzi che Matelda avesse una particolare predilezione per i menestrelli che all’epoca non mancavano mai nelle corti. I quali, con il loro canto, consolavano le lunghe notti della contessa.

Poppi - veduta dal castello dei conti Guidi

Un canto, però, che era l’ultimo della loro gioiosa esistenza. Matelda era, infatti, una donna vogliosa, ma non sprovveduta e non poteva affatto permettere che il giovane amante di turno andasse in giro a raccontare in giro le sue imprese, con il rischio di essere ricattata o, peggio, che la cosa venisse a conoscenza del suo nobile marito. La discrezione era fondamentale. Così, con quello spirito pratico che è così caratteristico del medioevo, dopo aver soddisfatto le sue voglie, Matelda faceva uscire i giovani tramite un passaggio segreto. Magari promettendo un altro incontro o un premio in denaro. Presto, tuttavia, il sorriso dell’amante si trasformava in un urlo di sorpresa. Questione di un attimo, il tempo necessario per precipitare in un trabocchetto e finire fatto a pezzi dalle lame che spuntavano dal fondo del pozzo. Un sistema efficace e sbrigativo per “tagliare”, per così dire, ogni problema alla radice.

Il giochetto dovette durare parecchio, soprattutto quando si trattava di menestrelli che venivano da chissà dove, ma che, alla lunga, dovette insospettire gli abitanti di Poppi; soprattutto quando cominciarono a sparire i più bei giovani del borgo. Non si sa come, ma ad un certo punto il dubbio si trasformò in certezza. Forse, perchè una notte la trappola non funzionò come avrebbe dovuto. Fatto sta che, complice anche l’assenza del conte Guidi e dei suoi armati, il popolo di Poppi, inferocito, assalì la torre e rinchiuse la bella Matelda in una stanza dove venne fatta morire di fame.

Da allora, l’edificio è noto come “Torre dei Diavoli”. Ancora oggi, l’irrequieto spirito della contessa compare nelle notti, alla ricerca disperata di giovani amanti per soddisfare le sue bramose voglie. Meglio non farsi trovare impreparati, perchè, nonostante il tempo trascorso, la sua bellezza è ancora tale che resistere diventa difficile.

Poppi - panorama

Poppi è un borgo meraviglioso, con le sue piazzette, le viuzze fiancheggiate da portici dall’intatta atmosfera medievale. Un paese abbarbicato su un colle sul quale svetta l’inconfondibile sagoma del castello, con il suo ponte levatoio e la sua alta torre, che divenne, dopo la torre dei Diavoli, la residenza dei conti Guidi. Qui, fra queste case, l’atmosfera dei secoli passati si respira ancora a pieni polmoni. Sarà anche per questo che gli spiriti che l’abitarono non vogliono, pare, abbandonare questi luoghi di pietra. Come quella statua del conte di Battifolle sulle scale del castello che di notte si anima e abbandona il suo basamento per vagare nelle sale deserte del maniero. Come i cavalieri che, sempre di notte, si danno ancora appuntamento sul piazzale antistante il castello per combattere il loro eterno torneo.

Storie di fantasmi, che aggiungono fascino ad un luogo dove il tempo pare essersi fermato. Storie maledette, tragiche talvolta, come quella della bella Matelda, come le miriadi di spiriti dei soldati morti, nel piano di Campaldino subito sotto l’abitato, in quella che fu una delle più sanguinose battaglie dell’epoca e alla quale partecipò anche il giovane Dante. E storie di santi e di lupi, come quella di Torello, di presenze della fede, a pochi passi da monasteri come Camaldoli e Vallombrosa e dalla rupe di La Verna, dove Francesco ricevette nelle sue carni il sigillo delle sofferenze di Cristo, le stimmate. Una terra, insomma, percorsa da uomini di pace e uomini di guerra, da personaggi segnati dall’amore per Dio e da altri, come Matelda, consumati dall’amore per le cose terrene.


Ci troviamo nel comune di:
Poppi (AR)
Poppi (AR) si trova in Casentino. Da Firenze (49 km) vi si arriva seguendo la strada Per Pontassieve. Proseguire lungo la statale SS 69 per un breve tratto in direzione Arezzo e prendere sulla sinistra la strada (SS 70)per il passo della Consuma. Proseguire poi in direzione Arezzo fino a Poppi.
Da Arezzo (40 km) prendere la statale SS 71 in direzione N fino a Bibbiena, poi seguire le indicazioni per Poppi.
Per chi viene da E, con la Superstrada E45, Uscita Bagno di Romagna. Prendere la statale 71 in direzione Arezzo ed uscire a Soci in direzione Poppi (dalla Superstrada, 34 km)