Il castello dei Malaspina a Fosdinovo. Dante non abita più qui

Il castello Malaspina a Fosdinovo

Il castello di Fosdinovo, incombe ancora oggi, con tutta la sua imponente mole, sull’omonimo, pittoresco borgo, appollaiato a cinquecentocinquanta metri di altitudine. Da qui si dominano la Lunigiana e le vette imponenti delle Alpi Apuane da una parte, mentre dall’altra lo sguardo si perde verso la piana sulla quale sorge l’antichissima città di Luni che dà il nome alla vallata e poi la vasta distesa del mare, dietro la quale, in alcune giornali particolarmente favorevoli fa capolino la sagoma grigiastra ed indefinita della Corsica. Una posizione formidabile, quindi, in un territorio dalla storia tormentata e violenta, come testimoniano le tante fortificazioni qui presenti in una concentrazione che raramente si trova altrove.

Il castello colpisce ancora oggi per la sua imponenza. Agli angoli si ergono quattro torri cilindriche un tempo collegate da un camminamento di ronda solo in parte sopravvissuto. Nel ’200, probabilmente, al posto di questa grande costruzione, vi era già una fortificazione. Ma il luogo, come abbiamo già detto, era di grande importanza strategica, e per questo era assai ambito dai signori del tempo. Spinetta Malaspina, membro di una famiglia che all’epoca poteva vantare già sette secoli di storia, conquistò Fosdinovo nel 1317. Per poi, però, perderla subito dopo a causa di quel grande condottiero e abile stratega che era Castrucci Castracani. Il quale, bisogna ammetterlo, possedeva un esercito di ben maggiore valore dei soldati di Spinetta, i quali si arresero senza nemmeno combattere alla vista dei mille cavalieri e di seimila fanti schierati da Castruccio.

Ciò che non poterono le armi, tuttavia, furono in grado di farlo gli intrighi di famiglia ed i matrimoni. E così, lo sconfitto Spinetta sposando Beatrice, sorella di Luchino Visconti, signore di Milano, ricevette in dono da quest’ultimo, molto più pacificamente, l’agognato castello di Fosdinovo. Stavolta non perse tempo e, per evitare altre brutte sorprese, fece subito costruire un castello imprendibile, quello che, nonostante le tante vicende e modifiche, possiamo ammirare ancora oggi. Era il 1334. Da allora, tranne una breve parentesi a cavallo fra ’700 e ’800, l’edificio è sempre rimasto in possesso della stessa antica famiglia dei Malaspina.

Il castello Malaspina a Fosdinovo - Particolare delle mura

Le spesse mura fatte di pietra grigia, le torri rotonde e possenti, le corti, gli spalti dai quali si può godere di un panorama indimenticabile, testimoniano di una storia gloriosa e violenta. Tanto da far nascere racconti raccapriccianti, come quelli ambientati nella cosiddetta "Sala dei tormenti", più nota come "Sala del trabocchetto" per la presenza di una botola nel centro del pavimento circolare. Si narra che questa fosse la stanza da letto della marchesa Cristina Adelaide Pallavicino, verso la fine del ’600, nota per governare, una volta rimasta vedova, con il pugno di ferro. Una donna che, a quel che si narra, non disdegnava intrattenersi in questa stanza con i suoi amanti, salvo poi farli precipitare, una volta soddisfatte le sue voglie in quel buco del pavimento dove avrebbero finito la loro esistenza su una selva di lame accuminate. Evitando così testimoni scomodi che avrebbero potuto creare dei problemi. Una storia affascinante, eppure troppo simile ad altre, come quella di Lucida Mansi a Lucca o di Matelda nel Casentino, per non apparire sospetta.

Le vicende di sangue legate al castello di Fosdinovo, tuttavia, non ci devono far dimenticare che la corte dei Malaspina fu anche un luogo di cultura, come testimoniano le sale affrescate con le vicende della famiglia. Non per nulla, i Malaspina potevano vantare l’amicizia di un personaggio d’eccezione come Dante Alighieri. La tradizione vuole che il poeta, ormai cacciato dalla sua Firenze venisse ospitato in una camera del castello, nota come "camera di Dante". Qui fra i tanti mobili anthichi, a ricordare l’evento, troneggia un busto del Divino Poeta. Non molto tempo fa, addirittura, nacque la voce che quel busto si muoveva, dotato di forza propria, e che nel castello si aggirava il fantasma di Dante. La cosa finì addirittura, per una serie di accadimenti, sui giornali. Ad onor del vero, dobbiamo segnalare che la presenza del Poeta nel castello è materialmente impossibile perchè il castello venne edificato, presumbilmente, verso il 1340, ovvero diversi anni dopo la sua morte. Egli venne sicuramente da queste parti, come lui stesso afferma nel Purgatorio, in qualità di legato del marchese Franceschino Malaspina. Ma era il 1306 e a quell’epoca, semmai, poteva venire ospitato al massimo in qualche casa-torre nel paese di Fosdinovo.

Se quello di Dante è molto improbabile, dobbiamo però segnalare che un altro fantasma, più documentato, esisterebbe davvero e si farebbe sentire, con i suoi lamenti nelle sale dell’antico castello. Si tratterebbe della cosiddetta "Bionda", la bella figlia del proprietario del maniero, che come sempre capitava, avrebbe dovuto sposare il nobile imposto dalla famiglia. Lei, che in realtà si chiamava Bianca Maria Aloisia, amava invece un giovane stalliere e si rifiutò in tutti i modi il matrimonio combinato. Era un affronto che non poteva essere tollerato e così i familiari decisero di murare vivi lei e il suo amante assieme ad un cane (simbolo della fedeltà nei confronti dello stalliere) ed un cinghiale (raffigurazione della sua ribellione). Da allora, in certe notti, vagherebbe fra queste stanze, in preda al dolore per la sua storia d’amore così crudelmente spezzata.

Fosdinovo - Panorama

Una storia commovente, quella di Bianca Maria, ma che assomiglia troppo a tanti altri racconti di cui abbiamo già scritto in altre pagine. Solo leggende quindi? Se dovessimo dare ascolto alla nostra ragione, probabilmente sì. Dante non è mai stato qui. La sinistra botola nella camera circolare, probabilmente, serviva solo ad eliminare dei nemici o delle persone che potevano rappresentare un pericolo. E quella di Bianca Maria, infine, può costituire soltanto una delle tante leggende che inevitabilmente circondano ogni antico castello. Eppure, non molto tempo fa, in lavori di manutenzione dell’edificio, sono stati davvero trovati degli scheletri murati. E con essi la speranza che un amore infelice ma autentico possa continuare anche dopo una morte violenta e ingiusta.


Ci troviamo nel comune di:
Fosdinovo (MS)
Per chi viene da sud sull’autostrada A12, uscita Carrara, imboccare la SS 1 Aurelia verso Sarzana. Dopo 6 km svoltare verso destra all’indicazione Fosdinovo. Dopo circa 7 km si arriva al paese.
Per chi viene da nord sull’Autostrada A12, uscita a Sarzana, svoltare a destra verso Massa. Dopo circa 3 km svoltare a sinistra all’indicazione Fosdinovo. Dopo 7 km si giunge al paese.

Il castello Torrigiani-Malaspina è visitabile con visite guidata. Per informazioni e prenotazioni: tel: 0187 68891
Orari di apertura: Periodo ora solare: dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17.
Periodo ora legale: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.
Giorno di chiusura: martedì.