Crevole e il vescovo che urla alla luna

Il luogo è un’altura coperta di sterpi e ginestre a sud di Siena. Sulla sua vetta, conficcati da secoli si ergono i resti di quello che doveva essere un castello di dimensioni assai ragguardevoli, situato in una posizione formidabile anche dal punto di vista strategico. Ciò che ne rimane, brandelli dei basamenti degli edifici e delle mura, ma soprattutto una parte del mastio e un’alta torre, incute ancora timore. Così come inquieta quell’enigmatica finestra nell’alta parete in pietra che pare quasi un passaggio aperto verso il mistero o il nulla.

Il castello di Crevole

Il castello esisteva già nel 1189. A quell’epoca entrò a far parte dei possessi dei vescovi di Siena, assieme all’abitato della vicina Murlo. Vescovi che, nonostante i loro impegni spirituali, non disdegnavano interessarsi dei loro beni terreni. In particolare di questa zona, che rimase loro feudo fino al 1749. Non è un caso se ancor oggi una frazione di Murlo porta il significativo nome di “Vescovado”.

Vi fu uno di loro, tale Donosdeo (o Donusdei) Malavolti, vissuto nel ‘300, che si prese particolare cura del castello di Crevole, rafforzandone le difese, ingrandendolo e facendone il fulcro del suo potere. Donosdeo fu un implacabile avversario di chi osava ostacolare il dominio vescovile. Non solo abusava volentieri degli strumenti spirituali che Dio aveva messo a sua disposizione, scomuniche ed anatemi, ma non esitava ad indossare l’armatura e sguainare la spada per guidare di persona vere e proprie spedizioni militari contro i suoi avversari. Uno zelo che però, alla fine, dovette costargli caro se, come si narra, morì in seguito alle ferite riportate combattendo contro i Piccolomini che gli contendevano il possesso di Castiglione sull’Ombrone.

Il buon vescovo Donosdeo dovette sicuramente rigirarsi nella tomba quando, nel 1380, i ghibellini fuorusciti da Siena devastarono il castello di Crevole. Ma dovette sembrargli davvero troppo quello che avvenne nel sec. XVI, durante la feroce guerra che doveva portare alla scomparsa della fiera repubblica senese. Fu allora che le truppe imperiali, comandate dallo spagnolo Don Francesco di Toledo e dal conte Sforza, conquistato la fortezza, decisero di raderla al suolo. Le soldataglie avevano quasi ultimato il loro lavoro distruttivo quando dinnanzi ai loro occhi si presentò la terrificante visione del vescovo Donosdeo Malavolti che si era ridestato dal suo sonno eterno per passare, vestito dei suoi paramenti sacri e brandendo il Crocifisso in mezzo alle truppe sbigottite. E lanciando terribili maledizioni. C’è da credere che i soldati, pur abituati alle stragi e alle violenze, non attesero un istante per fuggirsene a gambe levate.

Si tratta di una leggenda, senz’altro, come tante altre che si raccontano da queste parti. Ma c’è chi giura che lo spirito irrequieto di Donosdeo vaghi ancora fra le mura del castello di Crevole durante le notti di luna piena, reggendo la croce come un’arma e urlando con rabbia il suo anatema. Forse il ricordo della distruzione del suo amato maniero gli brucia ancora. Oppure vuole difendere un tesoro immenso custodito nei sotterranei, magari una biblioteca di libri preziosi che durante la sua vita aveva collezionato con passione. E se stesse soltanto cercando qualcuno a cui confidare il suo segreto? Fino a quando qualcuno avrà il coraggio di avvicinarsi alla bianca figura senza pace e chiedergli: “Dimmi, perché ululi alla luna?”


Ci troviamo nel comune di:
Murlo (SI)
Crevole sorge a nord di Murlo, centro principale dell’area. Si raggiunge dalla SS 2 Cassia seguendo le indicazioni da Lucignano d’Arbia che dalla SS 223 Siena-Grosseto seguendo le indicazioni per Fontazzi.