
500 g di pane casalingo raffermo di almeno 2 giorni; 700 g di fagioli cannellini feschi (o 300 g secchi) lessati; mezzo cavolo verza tagliato fine; 2 mazzetti di cavolo nero (senza costole e ben lavato) tagliuzzati; un mazzetto di bietola; 2 pomodori maturi a pezzi, senza buccia né semi; una cipolla rossa e uno spicchio d'aglio tritati; 2 costole di sedano; 2 carote; un porro; un rametto di pepolino*; l'acqua di cottura dei fagioli; 8 cucchiai di olio extravergine d'oliva; sale; pepe.
45' - Cottura: 2 h e 10'.
Mentre passate al setaccio 3/4 dei fagioli con la loro acqua, soffriggete l'aglio e la cipolla in un tegame di coccio. Quando avranno preso colore, unite il sedano, le carote e il porro affettati. Cuocete per un'ora a fiamma basa, quindi unite le altre verdure, il pepolino, il sale e il pepe. Aggiungete i fagioli passati e fate sobbollire ancora un'ora mescolando bene. Pochi minuti prima di togliere dal fuoco amalgamatevi anche i fagioli interi. Versate la zuppa in un recipiente di coccio alternandola a strati di pane e fate riposare 24 ore.
E' chiaro che si tratta di una delle tante minestre "di magro" della cucina
popolare. Per fregiarsi del glorioso nome di "ribollita" va rimessa a lungo sul
fuoco con altro olio. Un tempo era uso, ogni venerdì, prepararne grandi quantità
da mangiare anche il sabato a colazione.
*A Firenze si chiama "pepolino" il timo.
Puoi trovare questa ricetta, con molte altre in:
Maria Salemi, Firenze Città del Gusto, Nardini Editore
http://www.nardinieditore.it/scheda.asp?Id=629
Per saperne di più:
Paolo Piazzesi, Dizionario Enogastronomico della Toscana, Nardini
Editore
http://www.nardinieditore.it/scheda.asp?Id=832