
300 g di farina di castagne; 50 g di uva passa fatta rinvenire in acqua tiepida e asciugata; 50 g di pinoli; un cucchiaio di zucchero; una manciata di aghi di ramerino; un bicchiere e mezzo di acqua fredda; 6 cucchiai di olio extravergine d'oliva; un pizzico di sale.
10' oltre al tempo per l'ammollo dell'uva passa - Cottura: 30'
Mettete in una ciotola la farina, lo zucchero, il sale e 2 cucchiai d'olio. Versate poco alla volta l'acqua mescolando bene per ottenere un composto alquanto liquido e senza grumi. Unite metà dell'uvetta e dei pinoli, mescolate, fate riposare 30' e versate in una teglia unta d'olio del diametro di 26 cm, oppure nella tipica teglia rettangolare, così da avere uno strato altro circa 1 cm. Cospargete con il resto della frutta secca e il ramerino, irrorate con 2 cucchiai d'olio e mettete per 30' in forno caldo. Il castagnaccio è pronto quando è croccante, con la superficie bruna e screpolata.
Nato forse a Lucca, il castagnaccio è un dolce antico. In Casentino lo chiamano baldino, in alcune zone del contado fiorentino ghirighio, in altre migliaccio. C'è chi ritiene più tradizionale quello alto tre dita, chi lo arricchisce con noci o lo profuma con scorza d'arancia grattugiata, e chi elimina il ramerino o anche, quando la farina è particolarmente buona, lo zucchero. Con la farina di castagne cotta per 10' senza mai mescolare in un litro d'acqua bollente con 2 cucchiai di zucchero e un pizzico di sale, si fa la pattona. Si serve tiepida, tagliata a fette, con ricotta o pecorino fresco.
Puoi trovare questa ricetta, con molte altre in:
Maria Salemi, Firenze Città del Gusto, Nardini Editore
http://www.nardinieditore.it/scheda.asp?Id=629
Per saperne di più:
Paolo Piazzesi, Dizionario Enogastronomico della Toscana, Nardini
Editore
http://www.nardinieditore.it/scheda.asp?Id=832