Montepulciano (SI)

Stemma di Montepulciano - Siena

Altitudine: 605 m s.l.m.

Abitanti: 14.389

Codice postale: 53045, 53040 - Prefisso telefonico: 0578

Sito web del comune: www.comune.montepulciano.si.it

Storia e curiosità

Montepulciano si presenta come un borgo medievale, incredibilmente conservato, dalla forma vagamente a S e ancora racchiuso nelle sue mura, posto su un’altura fra la Valdichiana e la Val d’Orcia. La sua formidabile posizione favorà il sorgere di un "castrum" etrusco, fondato, secondo la tradizione addirittura dal mitico re Porsenna dal quale deriverebbe il nome. In epoca romana, fu avamposto militare a difesa delle strade consolari. Venne evangelizzata da San Donato, vescovo di Arezzo, nel IV secolo d.C.
Un documento del 714 nomina l’esistenza della "Sancta Mater Ecclesia in Castello Pulliciano" nel sito dell’attuale cattedrale. Documenti del secolo successivo, provenienti dall’abbazia di San Salvatore sull’Amiata, testimoniano l’esistenza di un un centro urbano già ben attivo, con attività economiche che denotavano un già acquisito livello sociale. Lo sviluppo del borgo, cinto di mura, fu sicuramente facilitato dal progressivo impaludamento della Valdichiana. Il sistema difensivo venne ulteriormente ampliato nel sce. XII. Ma ciò non impedì che nel 1232, dopo una lunga serie di lotte, Siena espugnasse la città e ne demolisse le torri e le mura, ricostruite alcuni decenni più tardi. Nei secoli successivi, la città si troverà a passare alternativamente nell’orbita di Siena e di Firenze. Il ’300, in particolare, fu un periodo di aspre lotte politiche intestine, con un periodo di relativa stabilità sotto la signoria della famiglia dei Del Pecora. Ciò non frenò tuttavia lo sviluppo economico di Montepulciano che, fra il 1390 ed il 1404 passò definitivamente sotto il dominio fiorentino.
Il ’400 ed il ’500 rappresentano un periodo felice per la città, un periodo di sistemazione urbana e di grandi costruzioni di palazzi pubblici e privati e di edifici sacri con il contributo dei pià importanti architetti del tempo, da Michelozzo, a Sangallo il Vecchio, da Baldassarre Peruzzi al Vignola e allo Scalza. E’ il periodo dell’Umanesimo che proprio qui vede nascere alcuni delle sue menti migliori come Bartolomeo Aragazzi, segretario apostolico di Papa Martino V e, soprattutto, del grande poeta Angelo Poliziano che tanta importanza avrà nella politica culturale dei Medici di Firenze.
Nel 1561, Montepulciano diventa sede episcopale e viene insignita del titolo di "città".

Da vedere

Montepulciano - Panorama

Piazza Grande è, assieme alla rocca, il nucleo originario del tessuto urbano di Montepulciano. Su di essa si affaccia la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata fra il 1594 ed il 1680 su progetto di Ippolito Scalza sul luogo dove si trovava l’antica pieve di Santa Maria, documentata sin dal 714. L’incompiuta facciata presenta tre portali e tre finestre. A sinistra sorge il campanile del precedente edificio, costruito negli anni fra il 1460 e il 1476.
La pianta dell’edificio è a croce latina, con tre ampie navate divise da pilastri e cupola all’incrocio dei bracci. Molte sono le opere d’arte custodite all’interno. Tra di esse è il grande "Trittico dell’Assunta" di Taddeo di Bartolo (1401) all’altar maggiore; la "Madonna del Pilastro" di Sano di Pietro, dipinto su tavola del sec. XV; il fonte battesimale attribuito a Tino di Camaino (sec. XIV) con accanto un elegante "altare dei Gigli" di Andrea della Robbia (1512) in ceramica invetriata policroma, che incornicia un piccolo bassorilievo quattrocentesco attribuito a Benedetto da Maiano; le quattrocentesche statue lignee dipinte raffiguranti la "Vergine annunciata" e l’"Angelo annunciante", attribuite a Francesco di Valdambrino; la tavola con il "Redentore" (sec. XVI) do Bartolomeo Neroni detto il Riccio; la seicentesca tela raffigurante San Sebastiano; nella cappella del Sacramento, la tela dipinta nel 1830 da Luigi Ademollo. Notevole è il monumento funebre in marmo di Carrara di Bartolomeo Aragazzi, realizzato da Michelozzo di Bartolomeo nel ’400. Attualmente è diviso in sette frammenti murati in luoghi diversi: fra di essi, due statue ed il fregio con putti e ghirlande si trova all’altare maggiore; altre state si trovano nei pilastri. Due statue dell’originario complesso sono ora custodite al Victoria and Albert Museum di Londra. Da segnalare, infine, il grande organo ottocentesco. Nella sacrestia e nell’annessa sala capitolare è custodita una collezione di dipinti e di arredi sacri di varie epoche.

Montepulciano - Il Palazzo Comunale

L’altro edificio che con la austera mole domina la piazza, è il Palazzo Comunale, a tre piani, sormontato dalla torre merlata che ricorda il palazzo della Signoria di Firenze. L’attuale aspetto è frutto dei lavori di ristrutturazione quattrocentesca di precedenti costruzioni due-trecentesche. Il progetto è molto probabilmente da attribuire a Michelozzo e venne concluso nel 1469. La facciata è una sintesi di equilibrio rinascimentale e di elementi che sono ancora gotici. Il cortile interno si presenta a logge sovrapposte.

Sulla sinistra della Cattedrale, è palazzo del Monte Contucci, progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio per il cardinale Antonio del Monte, di cui resta lo stemma sullo spigolo. Iniziato nel 1519, venne successivamente alzato con un piano più goticheggiante. La facciata in travertino è aperta da un bel portale in bugnato. Le finestre, appoggiate alla cornice, sono sormontate da un timpano sorretto da colonne. Il salone del palazzo conserva ricchi affreschi di Andrea Pozzo.

Di fronte al Duomo è il cinquecentesco palazzo Nobili-Tarugi, anch’esso probabilmente opera di Antonio da Sangallo il Vecchio o da un suo allievo. Nella parte inferiore presenta una loggia. L’edificio è caratterizzato dal rivestimento in travertino in due ordini sovrapposti.

Montepulciano - Il pozzo dei Grifi e dei Leoni accanto al palazzo 
del Capitano del Popolo

Nell’angolo della piazza si trova il palazzo del Capitano del Popolo che conserva, nonostante i rimaneggiamenti successivi, le forme gotiche trecentesche. E’ preceduto dal rinascimentale pozzo dei Grifi e dei Leoni (1520), così chiamato perché ornato da due agili colonne architravate che sorreggono lo stemma dei medici decorato dalle raffiturazioni di un leone (che simboleggia Firenze) e di due grifi (simboli di Montepulciano).

Se torniamo verso il lato destro del Duomo, ci troviamo a percorrere via San Donato, sulla quale si trova il quattrocentesco palazzo Berllamini, casa natale di Roberto Bellarmino (1542-1621) passato alla storia per essere stato il teologo che accusò Galileo Galilei e Giordano Bruno. Passando sotto l’arco di San Donato, si giunge infine alla cosiddetta Fortezza, o castello Politiano, il punto più alto dell’abitato di Montepulciano e dove, probabilmente, già in età romana esisteva un tempio dedicato a Mercurio. La fortificazione, distrutta e ricostruita più volte, l’ultima volta nel sec. XVI da Antonio da Sangallo il Vecchio. L’attuale edficio, tuttavia, è il frutto di un pesante intervento ottocentesco "in stile".

Poco oltre, in fondo alla via, si trova la trecentesca chiesa di Santa Maria dei Servi dalla semplicce facciata in travertino nella quale si apre un portale cuspidato. Il campanile, in laterizi è, invece, settecentesco. L’interno venne ristrutturato nei secoli XVII-XVIII da Andrea Pozzo cui si deve l’elegante decorazione in stucco. Fra le opere d’arte, si segnala un affresco trecentesco con la "Madonna della Santoreggia" di area senese, una "Madonna col Bambino" probabilmente della scuola di Duccio di Buoninsegna e un "Crocifisso" affrescato del sec. XIV.

Ripiegando su Via del Poliziano si costeggia la casa natale del Poliziano, costruita nel sec. XIV con tracce di un antico loggiato e, all’interno, un pozzo ed una fossa per il grano. Accanto, è il palazzo Angelotti (sec. XVII) che conserva un portale cinquecentesco. Da qui una strada scende alla vicina porta delle Farine, o porta a Cagnano (sec. XIII).

Nei pressi, ma dalla parte opposta, è il Teatro Poliziano, costruito negli anni 1793-95 su progetto di Giacome e Sebastiano Barchi, e modificato nel secolo successivo

Proseguendo per via del’Opio nel Corso si giunge alla chiesa del Gesù, un elegante edificio barocco a pianta circolare, iniziato nel 1691 da Giovan Battista Arrigoni, modificato pochi anni dopo da Andrea Pozzo e finalmente completato nel 1733 da Sebastiano Cipriani. Le finte architetture dipinte all’interno e gli affreschi del cupolino sono di Antoni Colli, allievo del Pozzo. Da segnalare quattro statue in stucco del senese Bartolomeo Mazzuoli.

A questo punto, ci immettiamo in Via di Voltaia nel Corso, passando accanto al seicentesco Collegio vescovile, già utilizzato dai Gesuiti ed attualmente adibito a palazzo di Giustizia, e il cinquecentesco palazzo Egidi, o Gagnoni. Proseguendo, si incontra il profilo ad "U" di palazzo Cervini, ora sede bancaria, costruito nel sec. XVI dal cardinale Marcello Cervini, che diventerà papa per brevissimo tempo con il nome di Marcello II. Il progetto del palazzo viene attribuito sia ad Antonio da Sangallo il Vecchio che ad Antonio da Sangallo il Giovane.

La via confluisce nella piazzetta formata dall’incrocio con Via delle Erbe. Qui sorgono le Logge del Grano, edificate nel sec. XVI su disegno di Ippolito Scalza, con un loggiato a tre archi.

Montepulciano - Chiesa di Santa Lucia

Poco sopra è la seicentesca chiesa di Santa Lucia, progettata probabilmente da Flaminio del Turco con l’ardita facciata in travertino che ricorda le coeve costruzioni romane. Particolarmente scenografico è il portale racchiuso da colonne ioniche e riccamente decorato a festoni. L’interno è a navata unica. Da segnalare un una "Madonna in trono col Bambino" di Luca Signorelli, un "Crocifisso" ligneo di Giovan Battista Alessi e un dipinto con "I santi Girolamo, Margherita, Lorenzo, Agnese" di Gaetano Perpignani. Sotto la chiesa, rimangono tracce di un precedente edificio del sec. XII.

Risalendo per Via del Poggiolo, si giunge all’oratorio di San Giovanni Battista il Poggiolo, edificato alla fine del ’200 dai monaci silvestrini e nel ’600 passato al Seminario Vescovile. Rimane il portale quattrocentesco in travertino proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Cavina, alla cui destra è sistema una lapide trecentesca raffigurante un monaco. All’interno sono recentemente stati rinvenuti affreschi dei primi del ’400 con "Episodi della vita di San Silvestro" e, forse dello stesso periodo con "Crocifissione, la Madonna e San Giovanni".

Risalendo per via del Poggiolo, si giunge nelle vicinanze della chiesa e del convento di San Francesco. L’edificio sacro, di fondazione duecentesca, venne ampliato nel corso del sec. XVII. Sul fianco destro conserva un portale gotico e i resti di un pulpito dal quale, secondo la tradizione, avrebbe predicato San Bernardino da Siena. Sul fianco sinistro sorge la torre campanaria. L’interno è a croce latina e a navata unica. In una cappella si trova un affresco ("Madonna col Bambino e santi", sec. XIV) di scuola senese. vi sono inoltre stucchi ed affreschi cinquecenteschi. A sinistra della chiesa si apre un bellissimo e vasto panorama su San Biagio, che sorge in basso, e sulle colline dei dintorni.

Continuando a salire per Via Ricci, verso piazza Grande, si oltrepassa il cinquecentesco palazzo Aragazzi Benincasa con il suo bel portale barocco sovrastato dal busto di Gian Gastone de’ Medici. Poco oltre è palazzo Neri-Orselli, in cotto e travertino, attualmente sede del Museo Civico (vedi sotto). Fra gli altri edifici gotici e rinascimentali che si affacciano sulla stessa strada, va segnalato l’elegante palazzo Ricci, cinquecentesco, attribuito a Baldassare Peruzzi.

Tornando indietro e scendendo un’altra volta verso piazza delle Erbe, ovvero dove terminava Via di Voltaia nel Corso, tramite l’arco della Gavina ci si trova in Via di Gracciano nel Corso a fiancheggiare palazzo Venturi, con le sue finestre seicentesche, e palazzo Buratti-Bellarmino con affreschi attribuiti a Federico Zuccari.

Montepulciano - Chiesa di Sant’Agostino

Poco dopo si giunge alla chiesa di Sant’Agostino la cui bella facciata in travertino si prospetta al di sopra di una scalinata. L’edificio è di fondazione duecentesca, ma venne modificato nel corso del ’400. Documentato è lè l’intervento di Michelozzo di Bartolomeo, cui si deve la parte inferiore della facciata nella quale si apre il portale sovrastato da una lunetta in terracotta raffigurante la "Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Batista e Agostino". La parte superiore della facciata è stata invece realizzata durante i restauri degli anni 1784-91. A questo restauro si deve anche l’attuale aspetto dell’interno, a navata unica, dopo la soppressione del transetto e l’accorciamento dell’abside. Fra le opere d’arte custodite, vi è una "Resurrezione di Lazzaro" di Alessandro Allori, un "San Bernardino da Siena" di Giovanni di Paolo, una "Crocifissione con la Madonna e la Maddalena" di Lorenzo di Credi, un "Crocifisso" ligneo di Antonio da Sangallo, una "Madonna della Cintola" cinquecentesca di scuola fiorentina.

Proseguendo per Via di Gracciano, incontriamo al n.73 palazzo Bucelli, di origini medievali, ma restaurato nel ’700 da Pietro Bucelli che fu uomo di cultura e collezionista di reperti etruschi, diversi dei quali appaiono murati nel basamento dell’edificio. Al n.70 è palazzo Cocconi, attribuito a Antonio da Sangallo il Vecchio e sopraelevato nell’800. Al n. 85 è il cinquecentesco palazzo Batignani. Al n. 82 è palazzo Tarugi, detto anche palazzo Avignonesi del ramo femminile, che la tradizione attribuisce al Vignola, con la superficie in travertino.

Quasi di fronte a palazzo Cocconi, si trova il palazzo Avignonesi, probabilmente progettato dal Vignola (sec XVI). Nella superficie in travertino si apre il grande portale fiancheggiato da teste di leone. Procedendo, si giunge ad uno slargo nel quale campeggia la colonna del Marzocco che sorregge il leone simbolo di Firenze (in realtà si tratta di una copia ottocentesca; l’originale si trova nel museo civico). Al n.113 è la casa Boddi, o Ridolfi, nella quale avrebbe abitato Santa Margherita da Cortona. Fra palazzi di aspetto medievale, si giunge finalmente alla Porta al Prato, o di Gracciano, di origine medievale, ma ristrutturata nel ’500 (secondo alcuni da Antonio da Sangallo il Vecchio) e restaurata dopo i danni causati dall’ultimo conflitto.

Nella vicina piazza Savonarola, si trova il convento di San Bernardo. La chiesa, edificata nel sec. XVI, fu ricostruita agli inizi del ’700 da Andrea Pozzo. La facciata è ornata da un portale tardocinquecentesco in travertino. L’interno, a pianta ellittica, è decorato da stucchi di carattere barocco. Nell’altare maggiore è inserita una terracotta invetriata con l’"Adorazione della Vergine" di bottega di Andrea della Robbia (1480-90). Nell’abside è un altorilievo con il "Padre Eterno". Sopra l’altare sinistro, è posto un "Crocifisso" ligneo settecentesco.

Uscendo da Porta al Prato si costeggia il giardino di Poggiofanti, un’area verde realizzata nell’800 accanto ai bastioni della fortezza di Poggiofanti progettata agli inizi dei ’500 da Antonio da Sangallo il Vecchio.
Sul fondo del giardino si prospetta la facciata della chiesa di Sant’Agnese eretta nel 1306 per iniziativa della santa Agnese Segni, originaria di Montepulciano, badessa dell’ordine domenicano. Alla fine del ’600, l’edificio venne completamente ristrutturato. La facciata, ricostruita nel 1926 conserva al centro l’orginario portale gotico trecentesco. Il campanile è settecentesco. L’interno, a navata unica, conserva un affresco del sec. XIV con la "Madonna col Bambino" di scuola di Simone Martini, un "Crocifisso" ligneo duecentesco di area renana, un affresco quattrocentesco con la "Madonna del latte" di area senese, un "San Michele Arcangelo che sconfigge il demonio" di Francesco Curradi (fine sec. XVI). Sopra l’altare maggiore è l’urna contenente il corpo della santa. Nella sagrestia e nei locali del santuario sono conservate numerose testimonianze della santa.

Montepulciano - chiesa di San Biagio

A un paio di km dall’abitato di Montepulciano, in una posizione isolata ma suggestiva e dalla quale si ha un colpo d’occhio eccezionale sull’abitato che si trova più in alto, si trova la chiesa di San Biagio, un eccezionale esempio di architettura tardorinascimentale realizzato da Giuliano da Sangallo sui resti di un edificio più antico. In esso, il Sangallo traduce la lezione del Bramante impegnato proprio in quegli anni al progetto della basilica di San Pietro a Roma. La costruzione di San Biagio venne appoggiata dall’allora papa Leone X che era stato educato dal Poliziano. Il monumentale edifico è tutto realizzato in candido travertino ed è a croce greca con una sola abside e una cupola su un alto tamburo. La facciata settentrionale è affiancata da due alti campanili che sono staccati dall’edificio centrale, pur rientrando nel quadrato ideale formato dai bracci della croce. Il campanile di destra, incompiuto, si eleva fino all’altezza dei primi capitelli. Quello di sinistra, invece, si compone di più registri sovrapposti (dorico, ionico, corinzio e composito), termina co una cuspoide piramidale. Iniziata nel 1518, l’ardita costruzione vennecompletata soltanto nel 1580. La facciata, secondo uno schema che si ripete anche nelle due facciate laterali, è divisa in due da una marcata trabeazione con un fregio a triglifi e metope.
Le solenni superfici interne ripetono le forme dell’esterno. Negli archivolti vi è una decorazione a rosoni intagliati. Nella volta del presbiterio, vi sono stucchi e dorature tardo manieristiche con affreschi forse di Bartolomeo Barbiano. All’altare maggiore, è il grandioso dossale in marmo di Giannozzo e Lisandro Albertini (1584) con quattro statue di "Santi" di Ottavian Lazzerini e, al centro, una trecentesca "Madonna col Bambino e San Francesco", un’immagine affrescata ritenuta miracolosa e per contenere la quale venne edificato il tempio. Sopra l’altare si trova una lunetta di Angelo Righi (1648) e una vetrata di Michelangelo da Cortona (1568) con "Madonna e Santi". A sinistra dell’altare una cinquecentesca "Annunciazione". Ai lati, cantorie seicentesche.
A sinistra della chiesa, è situata la canonica, una costruzione tardo-rinascimentale costruita su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1595. Presenta un doppio loggiato con cinque grandi archi nella parte inferiore cui corrispondono cinque leggere arcatalle nel piano superiore. Davanti è un elegante pozzo, anch’esso disegnato dal Sangallo.

A poco più di 1 km a nord dell’abitato di Montepulciano si trova la chiesa della Madonna delle Grazie progettata negli ultimi decenni del ’500 da Ippolito Scalza. La facciata in travertino di gusto manieristico, è caratterizzata dalla presenza di un ampio portico a tre grandi arcate sormontato da una parete piena con due finestre ai lati e uno stemma in pietra al centro. Al culmine di tutto un timpano triangolare con un oculo. L’interno, a navata unica, è decorato da stucchi e bassorilievi settecenteschi. Da segnalare una terracotta invetriata attribuita ad Andrea e Giovanni della Robbia, rappresentante il "Padre Eterno, santi ed angeli" che racchiude un affresco trecentesco ("Madonna col Bambino") ed è affiancato da due statue in terracotta invetriata raffiguratini l’"Annunziata" e l’"Arcangelo Gabriele". Sul terzo altare di sinistra è posta una tela dipinta da Bartolomeo Barbiani (1632) con "Sant’Elena". Notevole è anche l’organo realizzato con canne di cipresso del sec. XVI-XVII dentro una cassa settecentesca intagliata e dorata.

Un paio di km ad est di Montepulciano, si trova la chiesa della Madonna delle Querce, edificata come cappella negli ultimi anni del ’600, in seguito ad un evento prodigioso, e ampliata nel secolo successivo. Nell’interno si trova la struttura primitiva sulla facciata della quale sono collocate due statue in terracotta policroma invetriata raffiguranti l’"Annunciazione", opera di Giovanni della Robbia (1520-1525). Sull’altare maggiore della cappella è collocata l’immagine in terracotta con la "Madonna col Bambino".

Musei e gallerie

Museo Civico
Palazzo Neri-Orselli- Via Ricci, 10 - 53045 Montepulciano(SI)
Tel. 0578 717300 Le collezioni sono le seguenti:
- Sezione poliziana (reperti lapidei, materiali ceramichi, oggetti in argento, fra i quali la maschera funebre di Santa Agnese Segni);
- Sezione archeologica (corredi tombali etruschi, reperti romani)
- Pinacoteca: Tra i quadri si segnalano opere di artisti di scuola senese (Giovannantonio Bazzi detto il Sodoma, Alessandro Casolani, Rutilio Manetti, Deifebo Burbarini), fiorentina (Giovannantonio Lappoli, Giovanbattista Naldini, Santi di Tito, Giusto Suttermans, Pier Dandini), romana (Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino), emiliana (Prospero Fontana, Agostino Carracci, Cristoforo Munari) e fiamminga (Jan Miel, Abraham Bloemart);
- Terrecotte robbiane (collezione notevole per la quantità e la qualità delle opere, in gran parte legate strettamente al territorio di Montepulciano).

Eventi e manifestazioni

Bravio delle Botti (Ultima domenica di agosto)
Disputa che ogni anno si svolge tra le otto contrade di Montepulciano in onore del santo patrono, San Giovanni Decollato. La gara si svolge lungo le vie principali della città: due uomini detti "spingitori" devono spingere una botte del peso di 80 kg, per un percorso in salita lungo 1.700 m, dalla colonna del Marzocco, fino a piazza Grande, sul sagrato del Duomo dove è l’arrivo. La corsa è preceduto dalla Messa nella quale il Vescovo benedice i partecipanti e da un ricco Corteo Storico lungo le vie cittadine con figuranti e sbandieratori. Alla contrada vincitrice viene assegnato il "Bravio" consistente in un panno dipinto con l’immagine del santo patrono.

Cantiere Internazionale d’Arte (luglio - agosto)
Manifestazioni culturali, concerti. Il Cantiere nasce dalla collaborazione gratuita di grandi artisti che producono spettacoli con la collaborazione degli abitanti.

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Informazioni turistiche

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Piazza Don Minzoni
53045 Montepulciano (SI)
Tel. (+39) 0578 757341 - Fax. (+39) 0578 757341
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