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Altitudine: 567 m s.l.m. Abitanti: 5.192 Codice postale: 53024, 53028 - Prefisso telefonico: 0577 Sito web del comune: www.comunedimontalcino.it |
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Montalcino è una località posta in splendida posizione panoramica a nord-ovest del Monte Amiata, nella parte più meridionale della Val
d’Orcia. Il territorio è universalmente noto per la produzione del vino Brunello.
Il nome della città deriverebbe dal termini latini "mons" (monte) e "ilex" (leccio), da cui "Mons ilcinus", "monte dei lecci"
Abitata, molto probabilmente, sin dall’epoca etrusca e romana, Montalcino viene citata per la prima volta in un documento dell’814, quando viene donata dall’imperatore Ludovico
il Pio alla vicina abbazia di Sant’Antimo. Durante il sec. X la popolazione aumentò considerevolmente quando vi si trasferirono gli abitanti di Roselle.
In epoca medievale diventa libero Comune, forte di una ricca economia basata sulla lavorazione del cuoio e delle pelli. Segue una fasa di lotta con la vicina Siena che la
conquista definitivamente, dopo la battaglia di Montaperti. Nel 1361, i Senesi vi costruiscono la poderosa rocca che diventerà l’ultimo baluardo della Repubblica di Siena contro
le truppe imperiali di Carlo C e quelle di Clemente VII, cui resisterà per ben quattro anni. Con il trattato di Cateau-Cambresis (1559) Montalcino entra a far parte del Granducato
di Toscana fino al 1861, anno dell’Unità d’Italia.

L’abitato di Montalcino è ancora oggi dominato dalla mole della Rocca, praticamente intatta, una specie di castello-recinto edificato nel 1361 inglobando una porzione delle mura duecentesche, il torrione San Giovanni e il Bastione di San Martino. La fortezza, a forma pentagonale, è dotata di cassero e di torri ad ogni angolo collegate da un camminamento di ronda ancora perfettamente percorribile. La grande costruzione incorporò anche un’antica adattata a cappella del castello e della quale si vedono ancora i resti presso la torre di nord-est. All’esterno del lato sud-occidentale, si stende il grande bastione, aggiunto da Cosimo de’ Medici dopo il 1559.
Il cuore civile della cittadina è rappresentato da Piazza del Popolo, attorniata da edifici tardo medievali, sulla quale svetta l’agile torre del Palazzo dei Priori (sec. XIII-XIV) con il luminoso portico ornato da numerosi stemmi e nel quale si trova la statua di Cosimo I di Giovanni Berti (1564). Nei pressi è la Loggia con gli archi gotici.

Nella vicina piazza Garibaldi, si trova la chiesa di Sant’Egidio, edificata nel 1325 al posto di quella abbattuta per costruire la Rocca. E’ nota anche come "Chiesa dei Senesi" perchè fu la chiesa ufficiale della Repubblica di Siena in Montalcino. L’edificio sacro presenta una semplice facciata romanica in pietra ed è sormontato da un campanile a vela. Provengono probabilmente dall’edificio più antico alcune sculture inserite nelle pareti esterne. L’interno, ad una sola navata con tetto a capriate. All’altare maggiore un elegante tabernacolo in legno a tempietto con "Cristo risorto e santi" di Alessandro Casolani. Sulla parete destra del presbiterio un affresco staccato rappresentante la "Madonna col Bambino e santi" (sec. XIV).
Nei pressi si trova la chiesa di Santa Croce, costruita sui resti di un antico oratorio come sede di una compagnia laicale che venne soppressa nel 1785. La chiesa rimase in stato di abbandono fino al 1872 quando fu restaurata e riaperta al culto. Custodisce la cinquecentesca immagine ad affresco della "Madonna della Provvidenza".
Su via Ricasoli, il principale corso di Montalcino che si sviluppa dalla Rocca, e sull’omonima piazza, si sviluppa il complesso conventuale di Sant’Agostino, sede dei Musei di Montalcino (vedi sotto). La
grandiosa chiesa è di origini trecentesche. La facciata è abbellita da un elegante portale gotico in marmo, sormontato da un elegante rosone. L’interno conserva affreschi
di area senese dei sec. XIV-XV ("Scene della Passione", "Storie della vita di Sant’Antonio Abate"). Gli affreschi del coro ("Storie di Sant’Agostio", "Evangelisti", "Dottori
della Chiesa" vengono generalmente attribuiti a Bartolo di Fredi. Gli altri locali del convento si dispongono attorno a due chiostri cinquecenteschi.
Di fronte al convento, è Palazzo Pieri-Nerli (sec. XVI) con cortile porticato e loggiato e con un pozzo. Negli anni dal 1555 al 1559 fu sede del distaccamento della guarnigione francese inviata dall’Imperatore Enrico II
in aiuto della costituita giovane Repubblica di Siena in Montalcino.
Attigua è anche la chiesa del Corpus Domini edificata nel sec. XVI nel luogo dove sorgeva lo Spedale di San Cristoforo. La ricca decorazione a stucchi dell’interno è probabilmente del 1696. All’altare maggiore si trova un dipinto del sec. XVI di Anton Maria di Nerio ("Trionfo dell’Eucarestia"). Sull’altare a sinistra, un "Crocifisso" trecentesco in legno intagliato e dipinto.
Accanto a Sant’Agostino, in via Bandi, si trova il Teatro degli Artusi, un autentico gioiello di architettura teatrale, voluto dall’Accademia degli Astrusi, che utilizzava, fin dal sec. XVI, per le sue rappresentazioni teatrali una stanza del Palazzo Comunale, è citato fin dal 1678. Fu ristrutturato nella seconda metà del XVlII sec. dall’architetto Leonardo De’ Vegni. Si presenta con una pianta a ferro di cavallo e con due ordini di palchi riccamente decorati con stucchi e pitture. Particolarmente rilevante il soffitto di questo teatrino settecentesco affrescato con scene mitologiche di gusto neoclassico ("Carro del Sole con Apollo circondato dalle nove Muse").

Al culmine del colle cui si sale da via Spagni, si situa la Cattedrale di San Salvatore, il Duomo di Montalcino. L’attuale edificio, in stile neoclassico, venne edificato negli anni 1818-1832 (architetto il senese Agostino Fantastici) al posto dell’antica pieve di San Salvatore. La facciata è caratterizzata da un pronao formato da sei colonne con capitelli in stile ionico. Il campanile risale al sec. XVIII e per la sua costruzione vennero utilizzati materiali provenienti dalla pieve romanica di San Pietro in Asso. L’interno è a tre navate con volte a botte. Tra le opere d’arte custodite, spicca l’"Immacolata Concezione con Gesù e Dio Padre" (1588), capolavoro giovanile di Francesco Vanni. Dello stesso è anche un dipinto raffigurante "San Giovanni Battista nel deserto". Inoltre, un cinquecentesco "San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli", di area senese. Nella prima cappella della navata sinistra, sono visibili alcuni frammenti scolpiti ("Cristo nella mandorla fra due angeli con turibolo") provenienti dal portale della chiesa demolita (sec. XI). Nella sagrestia, si trova un dipinto di Francesco Nasini rappresentante la "Madonna Assunta tra angeli con i Santi Ippolito vescovo e Cipriano martire (1647).
Quasi dietro la Cattedrale si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, di origini quattrocentesche, ma completamente rifatta nel ’700. La facciata è di quest’epoca, così come gli altari interni e il soffitto a lacunari. Nel coro, vi è un dipinto di Pietro Sorri raffigurante la "Morte di Sant’Antonio Abate" (1602). Nella parete destra "Cristo crocifisso con la Madonna e i Santi Giovanni Evangelista, Antonio Abate e un Santo vescovo"", dipinto della fine del sec. XVI. Lungo le pareti interne "Stazioni della Via Crucis" di scuola senese del ’700.
Procedendo per via Spagni, si giunge alla chiesa della Madonna del Soccorso, in posizione estremamente panoramica. L’edificio sacro venne eretto nel 1330 sul luogo dell’antica chiesetta di Porta al Corniolo dove era una venerata immagine della Vergine. Fu ampliata e completamente rifatta negli anni 1478-1480, lavoro che si protrassero fino ai primi anni del ’600. L’elegante facciata venne realizzata negli anni 1794-1829. L’interno conserva pregevoli altari barocchi ed opere d’arte cinque-seicentesche ("Sacra Famiglia" attribuita a Stefano Volpi, "Crocifissione" di Francesco Vanni). Dietro la chiesa sono visibili i resti dell’antica Porta del Corniolo.
Costeggiando le antiche mura, lungo via Roma, si giunge in piazza Cavour dove sorge l’ex Spedale di Santa Maria della Croce. All’ingresso, vi è una piccola stanza nota come "Scrittoio", con affreschi di Vincenzo Tamagni (1510-12).
Attraversando Porta Burelli il più grande ed articolato accesso alla città, trasformata in parte, nei secoli, in abitazione, si giunge alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, documentato fin dal sec. XIV come oratorio, ma il cui aspetto attuale è il frutto della ricostruzione del 1577.
Rientrando all’interno della cinta urbana, si costeggia l’ex convento di Santa Caterina, struttura risalente al 1561, ed in seguito trasformato in conservatorio e quindi complesso scolastico. Accanto è la chiesa di San Pietro, risalente al ’300, ma modificata nel corso del sec. XVII. Si presenta con una semplice facciata in pietra affiancata da un campanile a vela. Sopra il portale, in un occhio circolare, è inserito il busto in terracotta raffigurante San Pietro. L’interno custodisce tre opere di Ventura Salimbeni, realizzzate fra il 1599 e il 1604 ("Cristo consegna le chiavi a San Pietro", "Cristo inchiodato alla croce", "Disputa sull’Eucarestia"). Il terzo dipinto, in particolare, è particolarmente noto per la strana presenza, fra le figure di Gesù e di Dio Padre di uno strano oggetto che ricorda sorprendentemente un satellite artificiale.
Scendendo, si giunge in breve alla ex chiesa di San Francesco, di origni duecentesche, ma trasformata nel corso del ’700. All’interno, affreschi di Vincenzo Tamagni (1510) con "Storie della Vergine", "Caduta di Simon Mago", "Domine, quo Vadis?". Da segnalare, inoltre, dipinti di Ventura Salimbeni ("San Simone Stock che riceve dalla Vergine lo scapolare"), Alessandro Casolani ("Allegoria dell’Immacolata Concezione", fine sec. XVI) e Niccolò Lapi ("Madonna col Bambino in gloria e Santi", 1710).

Accanto è la piccola chiesa della MisericordiaQuesta piccola chiesa, intitolata alla Madonna del Carmine, è situata vicino al complesso di San Francesco. Fu costruita intorno al 1624 e dal 1846 è sede
della Compagnia della Misericordia.
Nei pressi, la Porta Castellana con le Fonti Castellane che costituiscono le uniche fonti all’interno delle mura.
Si tratta di una monumentale costruzione romanica a due arcate con decorazioni a bassorilievi.
Non distante è la Porta Cerbaia, con ballatoio, la meglio conservata dell’intera cinta. Nei pressi, la Fonte degli Appicciati (sec. XII-XIV).
A pochi km da Montalcino, in direzione est, si trova, in uno splendido contesto paesaggistico, il Convento dell’Osservanza, di fondazione quattro-cinquecentesca e modificata nel ’700, con la chiesa della Natività di Maria e la chiesa della Compagnia di San Bernardino. La prima delle due conserva una "Pietà" del sec. XVI di Marco Bigio e un pregevole "Crocifisso" ligneo trecentesco. La seconda possiede un altare in stucco del ’700.
A nove km da Montalcino, in direzione nord-est è Torrenieri, antico Castello ubicato sulla Via Francigena (ne rimangono alcuni avanzi) e ricordato
nell’itinerario di Sigerio (fine sec. X) e dal Boccaccio nel Decamerone (IX, 4). La chiesa di Santa Maria Maddalena, dalla semplice facciata in cotto, conserva una
preziosa scultura in legno dipinto, raffigurante la "Madonna col Bambino in trono", di Domenico di Niccolò dei Cori (sec. XV). Su una parete, un dipinto seicentesco con la "Madonna
del Rosario e Santi".
L’oratorio della Compagnia di San Rocco, custodisce un affresco cinquecentesco di area senese("Madonna col Bambino") e una tela ("Madonna col Bambino e Santi") del primo ’600.

Se da Montalcino ci dirigiamo in direzione sud, dopo circa 10 km incontriamo l’Abbazia di Sant’Antimo, uno dei maggiori edifici romanici della Toscana, immerso fra
olivi secolari, splendidamente isolata nella campagna. La grande chiesa è parte dell’antico monastero che, secondo la tradizione venne fondato da Carlo Magno attorno all’anno
780. Forse alcuni monaci benedettini già vi risiedevano ma si sa per certo che nell’812 il convento esisteva. Frutto di un ex voto imperiale, l’abbazia divenne molto potente,
favorita da donazioni e privilegi di papi e di imperatori. All’abate di Sant’Antimo era attribuito addirittura il titolo di Conte Palatino. Fu così che, verso il Mille, i
possessi del monastero si estendevano da Lucca all’Argentario. Agli inizi del ’200, tuttavia, iniziarono i contrasti con Siena e l’inevitabile declino. Ci saranno alcuni tentativi
di riforma anche spirituale ad opera di Santa Caterina da Siena e dei Guglielmiti, ma senza particolare effetti. Nel 1462 un papa di queste terre, Pio II Piccolomini, ne
decreterà la soppressione. Nel 1992 il culto è rinato grazie alla presenza di di una comunità di canonici che seguono la regola di Sant’Agostino.
La grande chiesa romanica viene edificata a partire dal 1118, usufruendo di una grossa donazione del conte Bernardo degli Ardengeschi. Il modello ispiratore è quello francese,
in particolare la grande abbazia benedettina di Cluny. La semplice facciata lascia
intravedere la presenza originaria di quattro grandi arcate cieche, probabilmente di un loggiato mai realizzato. Il portale riccamente decorato con animali fantastici e fogliami, è più antico rispetto all’attuale edificio,
forse del secolo X. L’architrave, del sec. XII, reca il nome del monaco Azzone dei Porcari, uno degli architetti della chiesa. Sul fianco sinistro un piccolo ma elegante portale del sec.
IX con figurazioni geometriche. In fondo sorge il possente campanile quadrato, con due ordini di monofore e la cella campanaria a bifore. Interessanti le sculture e i
bassorilievi ("Toro alato con testa femminile" e "Madonna col Bambino" decorano le pareti esterne dell’abside semicircolare con ulteriore absidiole radiali. Sul fianco destro, vi è un altro piccolo
portale del sec. XI con raffigurazioni di animali fantastici, aquile e grifi. Sul lato destro sono ancora visibili i resti dell’antico monastero, tra i quali spicca la Sala capitolare,
più antica rispetto alla chiesa.
L’interno è di grande suggestione. Di origine francese è o schema a tre navate, con quella centrale alta e luminosa con matronei, divise da alte colonne alternate ogni tra da pilastri a croce.
La grande abside ha forma semicircolare con deambulatorio con cappelle a raggiera e una grande bifora in alto che la illumina. Di particolare interesse e pregio sono i
capitelli, nei quali le maestranze italiane e francesi hanno dato il meglio di sè. Fra di essi va segnalato quello della seconda colonna a destra ("Daniele nella fossa dei
leoni") attribuito al cosiddetto maestro di Cabestany. Dietro l’altare maggiore è un grande "Crocifisso" in legno inagliato e dipinto del 1250 circa. Un’altra statua lignea
dipinta raffigurante la "Madonna col Bambino" è, invece, del 1260 circa ed è di un artista di area umbra. Le pareti del deambulatorio sono decorate da arcatelle cieche con affreschi
quattrocenteschi raffiguranti un "Santo pontefice" e "San Sebastiano".
Una porta sulla navata destra introduce a quella che era la primitiva chiesa altomedieva, la cosiddetta "Cappella carolingia", ora sagrestia, con resti di affreschi del sec. XV.
L’edificio è a navata unica con piccola abside. Sotto la Cappella carolingia, con accesso esterno, si trova la Cripta, probabilmente la più antica del genere in Toscana. Si tratta
di un ambiente a tre navate con quattro colonne e abside. Vi si trova un altare, ricavato da una lastra sepolcrale romana del sec. IV.
Una porticina accanto al portale destro porta, tramite una scala a chiocciola ricavata nello spessore della parete, conduce alla "tribuna destra", un ambiente diviso in cinque
stanze, ricavate nel sec. XV.
A 1 km dall’abbazia, su un colle, è l’abitato di Castelnuovo dell’Abate con edifici di notevole interesse, quali il tre-quattrocentesco palazzzo del Vescovo e il tardo rinascimentale palazzo Bellanti. La pieve dei Santi Filippo e Giacomo, conserva pregevoli affreschi di Ventura Salimbeni, della fine del sec. XVI ("Martirio di Santa Caterina d’Alessandria", "Il Beato Pietro Petroni". Poco oltre il paese si trovano le cave, ora abbandonate, da cui furono estratte le pietre di onice utilizzate per la costruzione della vicina abbazia.
Vicino è il castello della Velona, imponente fortilizio in formidabile posizione sulla valle dell’Orcia formato da due alti edifici a pianta rettangolare, collegati da strutture minori.

Il borgo medievale di Sant’Angelo in Colle è dominato dalla sagoma imponente di un antico torrione. La pieve romanica di San Michele Arcangelo, sicuramente
esistente agli inizi del ’200, ha una semplice facciata in pietra, nel quale spicca un portale in travertino con tetto a capanna. All’interno, conserva una bella "Madonna del Rosario"
di Francesco Rustici e un’"Esasi di San Carlo Borromeo" di Raffaello Vanni, oltre ad interessanti affreschi di scuola senese ("Madonna col Bambino in trono tra i Santi
Giovanni Battista, Antonio Abate e Stefano", sec. XIV; "San Leonardo", sec. XIV; "Resurrezione", sec. XV). Dietro l’altare maggiore, un "Crocifisso" ligneo dipinto, anch’esso di area
senese, settecentesco.
La chiesa della Madonna della Misericordia, edificata fra ’800 e ’900, custodisce un dipinto attribuito ad Ambrogio Lorenzetti raffigurante la "Vergine col Bambino".
Proseguendo verso ovest, dopo pochi km incontriamo il piccolo abiato di Argiano con una torre che è sopravvissuta alla scomparsa della rocca e la cinquecentesca villa Pecci
Immediatamente dopo si raggiunge Poggio alle Mura, piccolo centro fra i vigneti di Brunello, caratterizzato dalla presenza del castello di Poggio, meglio
noto come castello Banfi in quanto proprietà della nota azienda vitivinicola. Eretto su un colle alla confluenza dei fiumi Ombrone ed Orcia forse già in epoca
longobarda, l’attuale struttura risale al ’400. Il complesso si articola attorno ad un grande ed elegante cortile rinascimentale porticato. Su tre lati si affacciano vari edifici con una torre, mentre il quarto è costituito
da una cortina muraria merlata nella quale si apre la porta d’accesso principale. Una seconda porta, cui si accede con una rampa, si apre sul lato nord, non distante ad
un’altra torre. Oggi il castello ospita il museo del vetro e del vino (vedi sotto).
La pieve di San Sigismondo risale al sec. XIII. Caratteristico è il campanile a vela con struttura in ferro battuto che sorregge le campane.
A Camigliano, immediatamente a nord, è la pieve dei Santi Biagio e Donato con la facciata seicentesca. Sulla parete destra, l’architrave del portale laterale, ormai chiuso (la cosiddetta "porta dei Battezzandi", risale al XII-XIII secolo. Sugli altari, una cinquecentesca "Madonna del Rosario" di area senese (sec. XVI) e dipinti seicenteschi ("Madonna col Bambino in gloria con i Santi Biagio e Donato" di Giuseppe Nicola Nasini, "Adorazione dei pastori" di scuola di Francesco Vanni).

Non distante da Camigliano, nell’omonima località, si trova la pieve di Santa Restituta, menzionata fin dal VII secolo. A tre navate, con grande abside semicircolare, è stata molto modificata in epoca romanica. Sopra l’architrave del portale è un frammento di travertino scolpito di età altomedievale.
Molto più a nord, in località Castiglione del Bosco, si tova la chiesa di San Michele. L’edificio, molto manomesso, è a pianta quadrata, con un’unica navata con copertura a capriate e con campanile a doppia vela. Sulla parete di fondo si può ammirare un grande ciclo di affreschi di Pietro Lorenzetti (1345), scoperti alla fine del secolo XIX, divisi in tre grandi riquadri: "Santi Antonio Abate, Giovanni Battista e Stefano", "Annunciazione", "Santi Michele Arcangelo, Bartolomeo e Francesco d’Assisi".
Poco distante da Castiglione del Bosco, nelle vicinanze del fiume Ombrone, è situtata la badia Ardenga, nota anche come chiesa di Sant’Andrea apostolo. Si tratta di un edificio romanico, molto rimaneggiato, che faceva parte del complesso del monastero vallombrosano fondato dai conti dell’Ardenga nel sec. XI e soppresso da papa Pio II nel 1462. In origine l’edificio era a tre navate, ridotte poi ad una, e con abside, ormai scomparsa. Sotto il presbiterio è una cripta del sec. XII. Sul cortile interno, si affacciano un porticato e un loggiato. Interessente la tipologia del campanile a vela con trifore su colonnette e capitello.
Musei di Montalcino. Raccolta Archeologica, Medievale, Moderna
Via Ricasoli, 31 (ex seminario di Sant’Agostino)
53024 Montalcino
tel. 0577 846014
www.museisenesi.org
info@prolocomontalcino.it
Presenta lo svolgimento della produzione artistica locale, dal Medioevo fino al Novecento con particolare rilievo alla tradizione pittorica senese. Numerose le
sculture lignee dipinte realizzate dai maggiori artisti del tempo come Francesco di Valdambrino. Oltre ad altri opere importanti, come il Crocifisso del Giambologna,
sono da segnalare reperti ci ceramica medievale, tessuti, oreficeria, codici miniati.
Museo del Vetro Giovanni F. Mariani
Castello Banfi, Poggio alle Mura
tel. 0577 816001
www.castellobanfi.com
castello@banfi.it
Collezione di vetri databili dall’epoca tardo-romana ai nostri giorni.
Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello
Località Podernovacchio
tel. 0577 846104
www.museodelbrunello.it
museodelbrunello@tiscali.it
Un musero a doppia anima: quella storica per scoprire la microstoria del luogo e vecchie immagini del lavoro e del Brunello; e quella turistica con informazioni sul territorio,
itinerari culturali, enogastronomici.
Jazz & Wine. Luglio. Concerti di musica jazz all’interno della Fortezza.
Festival della Val d’Orcia - Festival internazionale di Montalcino. Estate. Eventi e spettacoli nei borghi della Val d’Orcia.
Torneo di "Apertura delle Cacce". Seconda domenica di Agosto. Manifestazione storico-folkloristica. Al corteo storico che si snoda per la vie cittadine, segue una disfida con l’arco fra i Quartieri del borgo.
Sagra del Galletto. Prima domenica di Ottobre. Frazione di Camigliano. Degustazione di piatti tipici. Ballo del Trescone e Torneo di Druzzola in costume d’epoca.
Sagra del Tordo. Ultima domenica di ottobre. Manifestazione storico-folkloristica con corteo storico, ballo del Trescone, gara di tiro con l’arco tra i Quartieri di Montalcino. La festa trae origine dalla tradizione venatoria medievale quando cacciatori e falconieri battevano il contado a caccia; l’ardimento e la mestria degli uomini si misuravano in giostre e tornei mentre le donne davano prova della loro abilità nell’allestire mense con la cacciagione e con il generoso vino.
Non ci sono al momento schede relative a Montalcino
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Ufficio Informazioni Turistiche Montalcino
Costa del Municipio, 8 - Montalcino
Tel. (+39) 0577 849331 - Fax. (+39) 0577 849331
E-mail: info@prolocomontalcino.it
Leonardo Romanelli - BRUNELLO DI MONTALCINO - Nardini Editore
Uno dei più grandi vini del mondo, straordinario rosso, elegante e prezioso.
Leonardo Romanelli - BRUNELLO DI MONTALCINO (English version)- Nardini Editore
One of the world's great red wines; noble, elegant, unique.
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