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Altitudine: 661 m s.l.m. Abitanti: 4.355 Codice postale: 58031 - Prefisso telefonico: 0564 Distanze: Firenze km 150, Roma km 180, Siena km 75, Grosseto km 58 Sito web del comune: www.comune.arcidosso.gr.it |
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Arcidosso sorge su di un'altura ai piedi del monte Amiata, dalla cui vetta, con gli impianti sciistici, dista circa 12 km.
L'origine del toponimo deriva forse dalle termini latini "arx", "fortezza", e "dossum", "dosso". La località viene menzionata la prima volta nel sec. IX. Nel secolo XII,
entrò a far parte dei possessi degli Aldobrandeschi. Nel 1331 venne duramente assediato ed espugnato dalle milizie di Guidoruccio da Fogliano entrando così nei domini
della Repubblica di Siena della quale condivisse le sorti.

Il borgo medievale si sviluppa a semicerchio attorno alla Rocca Aldobrandesca, costruita probabilmente prima del Mille su preesistenti fortificazioni
longobarde. Di aspetto vagamente quadrangolare, è costituito da due imponenti edifici che si appoggiano su di un alto basamento a scarpata. Su lato settentrionale è una torre
merlata.
L'abitato era un tempo circondato da una doppia cinta muraria di origine medievale. Le mura appaiono ora in gran parte inglobate negli edfici successivamente costruiti, ma
alcuni tratti sono ancora ben visibili. Tre porte sopravvivono. Di esse, la più caratteristica è la gotica "porta dell'Orologio" che presenta tre aperture a tutto sesto e quella
centrale sovrastata da un arco acuta e dalla successiva torre dell'orologio. La porta Talassese presenta un semplice arco a tutto sesto sormontato dallo stemma
di Siena. La porta di Castello, anch'essa con arco a tutto sesto, è merlata ed è decorata dallo stemma dei Medici.
La chiesa di San Leonardo viene menzionata per la prima volta nel 1188, ma il suo aspetto attuale risale ai sec. XVI-XVII. Nella facciata si apre un portale con architrave e lunetta decorata a mosaico. L'interno è di aspetto tardo-rinascimentale. Al primo altare a sinistra, è una "Decollazione del Battista" di Francesco Vanni (1588-1589). Nella navata destra, un dipinto seicentesco raffigurante "San Bartolomeo che presenta le proprie spoglie alla Madonna e al Bambino". Ai lati dell'altare maggiore, due belle statue ligne di "San Processo" e "Sant'Andrea" del 1617. Vicino all'ingresso un'acquasantiera di Pietro Amati (1603).

La chiesa di San Niccolò venne fondata nel sec. XII e completamente ristrutturata nel sec. XVII. Un ulteriore restauro novecentesco ha conferito all'edificio l'aspetto neogotico con il quale oggi appare, così come la facciata che però e originaria nella sua parte destra. All'interno, rimangono due altari seicenteschi e un'acquasantiera di Pietro Amati (1603).
La chiesa di Sant'Andrea, di cui si hanno notizie fin dal 1188, venne ampliata una prima volta nel 1672, quando vi venne aggiunto il presbiterio. Venne ulteriormente modificata nel 1672 e nel 1872. La semplice facciata a capanna presenta al centro un portale architravato e sormontato da una lunetta. All'interno, coperto da capriate, si trova un affresco cinquecentesco di area senese con la "Madonna col Bambino in trono con due Santi e angeli. Nell'altare maggiore si conserva un "Crocifisso" in cartapesta, probabilmente seicentesco come l'altare.
In piazza Cavallotti, 4, è ubicato il Teatro degli Unanimi, fondato nel 1741
All'inizio della strada per Montelaterone, sorge l'elegante santuario della Madonna delle Grazie o dell'Incoronata, costruito come ex-voto per la fine della terribile peste del 1348 e poi ampliato a partire dalla fine del '400. Nel barocco altare maggiore è conservata una quattrocentesca "Madonna col Bambino" attribuita a Pellegrino di Mariano Rossini. Da segnalare, inoltre, una "Madonna della Misericordia", sempre quattrocentesca, il "Miracolo della neve" di Ventura Salimbeni, la "Madonna col Bambino e San Giovannino" di Giuseppe Nicola Nasini (1726) e lo stendardo processionale con la "Vergine in gloria tra i Santi Sebastiano e Rocco"
In frazione San Lorenzo, è la chiesa di San Lorenzo (sec. XI-XIII), romanica, a navata unica e con abside semicircolare. Nella facciata è un semplicissimo
portale a tutto sesto. Nell'interno, si trova un affresco raffigurante "Il miracolo del latte di San Bernardo di Chiaravalle e altri santi".
Appena fuori dall'abitato di San Lorenzo, sul "Campo di Marte, si trova il convento dei Cappuccini, complesso costruito nel 1593 comprendente la chiesa intitolata
a San Francesco e due cappelle laterali, con portico. All'altare centrale, un dipinto di Filippo Vanni ("Madonna col Bambino in trono e i santi Bernardino da Siena,
Francesco e Leonardo" del 1593. Di "Nicolo Nasini" (1728 circa) sono i dipinti rappresentanti la "Vergine annunciata", l'"Angelo annunciante" e l'"Estasi di San Felice da
Cantalice", oltre che dell'affresco della "Pietà" che si trova nella foresteria.
Nella frazione di Bagnoli, vicino ad Arcidosso, si trova al chiesa di Santa Mustiola, esistente sicuramente già nel 1205, e nel 1885 rimaneggiata e ampliata. La struttura romanica è ancora ben visibile nelle pareti esterne soprattutto nella parte absidale. La facciata presenta un portale portale con architrave e arco a tutto sesto.

Sempre a Montelaterone si trova la chiesa di San Clemente, costruita nel '300 ma ampliata nel '500 quando se ne modifiò anche l'orientamento. Dell'edificio originario resta il portale con elementi romanico-gotici. All'interno, un dipinto di Francesco Nasini ("Dolenti e San Clemente in adorazione della Croce"), una "Messa di San Clemente" attribuita a Ilario Casolani e un tabernacolo in marmo con la raffigurazione dell'"Eterno Padre" (sec. XV-XVI)

Sempre del Nasini sono gli affreschi ("Madonna della Misericordia", "Santi Antonio abate, Pietro, Bartolomeo e Giacomo" che si trovano nella seicentescachiesa della Madonna della Misericordia, o della Madonna delle Grazie.
Sulla vetta spoglia del monte Labbro (1193), fra Arcidosso e Roccalbegna, sono ancora visibili i resti della Torre Giurisdavidica, o Torre di David e di altri edifici
innalzati fra il 1869 ed il 1875 dalla comunità giurisdavidica di Davide Lazzaretti, il "profeta dell'Amiata", che scelse questa altura per realizzare il suo sogno visionario di una nuova
Sion. Qui raccolse una comunità di contadini e montanari che vivevano secondo criteri comunistico-cristiani. Il sogno del Lazzeretti si interruppe dinnanzi ai fucili dei carabinieri che,
il 18 agosto 1878, spararono su una pacifica processione dei suoi seguaci che scendevono alla volta di Arcidosso. David morirà poche ore dopo per le ferite riportate e
una serie di processi e di imprigionamenti metterà fine alla sua esperienza visionaria e millenaristica.
Restano le suggestive rovine sul monte Labbro che culminano nella cosiddetta "Torre di David", sotto la quale si apre una grotta che conduce ad un vano con un altare.
Centro Studi David Lazzaretti
La sezione espositiva del Centro, situata attualmente nel Palazzo Comunale, documenta la storia dell'esperienza lazzarettista partendo da una breve cronologia della vita del Lazzaretti e ricostruendo attraverso materiale fotografico, dipinti, documenti d'epoca ed oggetti, quelli che sono stati i momenti più significativi della vicenda che nasce e si sviluppa negli anni immediatamente successivi all'Unità d'Italia.
I luoghi, i personaggi, le esperienze che caratterizzarono la vita religiosa e sociale della Comunità vengono presentati in un'ampia cornice costituita da materiale iconografico, vestiti e stendardi acquisiti nel corso degli anni.
Una piccola sezione testimonia la presenza della Comunità Giurisdavidica fino ai nostri giorni.
Info:
Centro Studi David Lazzaretti
Piazza Indipendenza, 30
58031 Arcidosso (Gr) Italy
Tel. 0564 966438 Fax. 0564 966010
www.centrostudilazzaretti.it
mail: biblioteca@amiata.net
Festa della Pina (domenica successiva alla Pasqua). Tradizionale festa popolare e religiosa alla pieve di Santa Maria di Lamulas a Montelaterone.
Cantamaggio (aprile). Tradizionali canti e celebrazioni in onore del "Maggio" che hanno luogo nella notte del 30 aprile.
Festa dell'Assunta (agosto). Varie manifestazioni con spettacolo pirotecnico.
Castagna in Festa (ottobre). Manifestazioni per celebrare la castagna dell'Amiata.
La torre di David, il profeta dell’Amiata
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