Terranuova Bracciolini (AR)

Stemma Terranuova Bracciolini

Altitudine: 156 m s.l.m.

Abitanti: 12.018

Codice postale: 52028 - Prefisso telefonico: 055

Distanze: Firenze 47 km, Arezzo 34 km, Siena 51 km

Sito web del comune: www.comune.terranuova-bracciolini.ar.it

Storia e curiosità

Terranuova Bracciolini - Veduta dall’alto
Chiamata in origine Castel Santa Maria, dal nome di un’antica fortificazione della famiglia degli Ubertini, già documentata nel sec. XI, Terranuova Bracciolini fu una delle "Terre murate" o "terre nove" edificate dai Fiorentini dopo la battaglia di Campaldino (1289) a presidio dei territori del Valdarno verso Arezzo, assieme a Castelfranco di Sopra e San Giovanni Valdarno. Si tratta di nuovi insediamenti posti in posizioni strategiche a controllo delle vie di comunicazione e che si svilupparono anche grazie ad un regime di esenzione fiscale. Il progetto regolare delle città murate, che ricalca quello tipico romano a pianta ortogonale, viene attribuito ad Arnolfo di Cambio, cui si devono fra l’altro in quegli anni la realizzazione del Duomo, di palazzo Vecchio e, probabilmente, Santa Croce a Firenze. La costruzione dell’abitato (che prende il nome di "Terranuova" per questo motivo) risale agli anni 1337-1348.
Nel 1862 il nome venne integrato con quello del grande umanista Poggio Bracciolini (1380-1459) che qui era nato.
Particolarmete suggestivo è il paesaggio che circonda la cittadina, caratterizzato dal paesaggio delle Balze, costruzioni di terra dovute a millennari fenomeni erosivi.

Da vedere

"Terra murata", costruita da Firenze, Terranuova Bracciolini conserva ancora parte delle antiche mura e delle torri della sua fondazione. Restano visibili tre torri d’angolo. La pianta urbana è impostata sui due assi principali che convergono nella piazza centrale ed un tempo terminavano nelle quattro porte, ormai demolite.

Terranuova Bracciolini - Chiesa di Santa Maria Bambina: 
Il gruppo della Pietà

Sulla piazza principale si trova la chiesa di Santa Maria Bambina edificio fondato probabilmente assieme alla città, ma completamente trasformato fra ’600 e ’700. Sull’architrave della porta del campanile si legge ancora un’iscrizione relativa alla fondazione di Terranuova con la data 1337.
L’interno a navata unica conserva due notevoli gruppi in terracotta policroma (il "Presepe" e la "Pietà"). Il primo è composto di statue mobili, fra i quali la statua della "Madonna" è il pezzo più antico (1500 circa) ed è attribuito a Agnolo di Polo. Il gruppo della "Pietà", invece è di bottega di Giovanni della Robbia (1515-1520 circa) èd è composto da sei personaggi con al centro la Madonna dolente che tiene sulle sue ginocchia il corpo di Cristo. Nel primo altare a destra si trova un’epigrafe fatta scolpire da Poggio Bracciolini nel 1438 per ricordare il ritrovamente delle reliquie di San Lorenzo e nota per essere uno dei primi esempi conosciuti di scrittura umanistica. Sotto l’altare maggiore, in un’urna lignea settecentesca, sono conservate le spoglie di San Tito provenienti dalle catacombe di Santa Priscilla a Roma. Nella canonica si trova una tela del sec. XVII raffigurante "Cristo e la Samaritana al pozzo" di Giovanni Martinelli.

Nei pressi, è la chiesa di San Bartolomeo al Pozzo, anch’essa edificata contestualmente all’abitato, ma profondamente modificata nel ’700 e agli inizi del ’900, tanto che il suo aspetto attuale è neogotico. Sull’altare maggiore conserva un pregevole dipinto ad olio su tavola ("Crocifissione sul la Madonna e i santi Bartolomeo, Niccolò ed Agata" di Gregorio Pagani (1593).

Terranuova Bracciolini - Chiesa di San Biagio ai 
Mori: affresco con Vergine in trono con il Bambino e i Santi Giovanni Battista, Biagio e Bartolomeo

Non distante è anche la chiesa di San Biagio ai Mori, pure essa coeva alla fondazione di Terranuova. Anch’essa notevolmente trasformata nei secoli, conserva importanti affreschi trecenteschi. Quelli sulla parete destra sono i più antichi (1385) e raffigurano "Sant’Antonio abate, san Michele arcangelo, San Pietro e santa Lucia". Gli affreschi sulla parete sinistra sono del 1388 e raffigurano "La Vergine in trono col Bambino e i santi Giovanni Battista, Biagio e San Bartolomeo". All’altare quattrocentesco della parete destra, vi sono frammenti di pitture a fresco raffiguranti "Quattro angeli" e "Sant’Anna e Santa Caterina d’Alessandria", databili fra il sec. XV ed il XVI. Alla destra dell’altare maggiore vi è un notevole affresco quattrocentesco ("Madonna in trono col Bambino tra l’angelo Raffaele con Tobia e San Romuoaldo") che per la sua qualità è forse da attribuirsi a fra Diamante, nativo proprio di Terranuova e che fu collaboratore di Filippo Lippi negli affreschi di Prato. Da menzionare, infine, un dipinto con "Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Giovannino" del sec. XVI e una "Madonna in trono col Bambino" (fine sec. XIV. - inizio sec. XV).

La piccola chiesa di San Donato in Ganghereta conserva un gruppo di sculture in terracotta policroma che vengono attribuite alla bottega di Giovanni della Robbia (sec. XVI) e sono stilisticamente vicine ai gruppi della chiesa di Santa Maria Bambina.

Su via Fazia si affaccia il complesso seicentesco dell’oratorio di San Benedetto, restaurato dopo le distruzioni dell’ultimo conflitto. Solo il chiostro, a doppio ordine di arcate, conserva integro l’aspetto originario. Sull’altar maggiore è un dipinto del 1616 ("Annunciazione") di Francesco Curradi.

A breve distanza dall’abitato, in direzione nord-est, sorge il convento francescano di Ganghereto che prende il nome da un vicino castello raso al suolo dai Fiorentini nel 1271 e che, secondo la tradizione, vide qui presente san Francesco d’Assisi che fece sgorgare una fonte la cui acqua viene ritenuta miracolosa. Sull’altare maggiore si trova un "Crocifisso" ligneo settecentesco realizzato da Angelo Cesari.

Poco distante, nel piccolo borgo di Tasso, di origine altomedievale, è la chiesa dei Santi Filippo e Jacopo, di aspetto settecentesco. All’interno una cinquecentesco "Ascensione di Cristo", di scuola fiorentina e altri dipinti del sec. XVIII.

Nell’antico borgo di Traiana, è la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano, trasformata nel ’700 in chiave barocca e restaurata nel corso del ’900. L’interno, decorato a stucchi e marmi conserva un dipinto del 1703 con la "Madonna col Bambino tra i santi Fabiano e Sebastiano".

Terranuova Bracciolini - Santa Maria a Pernina

Nei pressi della vicina località di Campogialli, che conserva ancora in parte il suo aspetto di borgo fortificato si situa il santuario di Santa Maria in Campo Arsiccio con l’annesso edificio rurale che un tempo era uno spedale per i pellegrini di passaggio. La piccola chiesa, a navata unica, conserva un ciclo di affreschi di grande interesse. I dipinti, che coprono quasi completamente le pareti, illustrano a destra le vicende della "Via Crucis". Sulla parete di fondo è rappresentato il "Giudizio Universale" sopra il quale è una "Annunciazione" che porta la data 1364. I dipinti sulla parete di sinistra sono frammentari.

Dalla parte opposto rispetto all’abitato di Terranuova, in località Le Ville è la piccola chiesa di San Michele Arcangelo, già esistente nel ’200, ma fortemente rimaneggiata nel corso dei secoli seguenti. Alll’altare maggiore è un dipinto su tavola ("Madonna col Bambino e i Santi Michele e Benedetto") di Gregorio Pagani (1605).

Nelle immediate vicinanze di Terranuova, su un colle che sorge in direzione nord, si situa il santuario di Santa Maria a Pernina edicata nel luogo dove sorgeva un antico castello risalente almeno al sec. XI. L’attuale edificio, di aspetto sei-settecentesco, all’interno presenta decorazioni di gusto barocco. Conserva un dipinto trecenteso raffigurante la "Madonna della Cintola" e oggetto di devozione popolare.

Poco oltre, nell’abitato di Penna è la chiesa di Santa Croce fondata nel sec. XII, al posto della chiesa ubicata nel sito dell’antico castello, ormai scomparso. Completamente rifatta fra ’700 e ’800, la chiesa conserva un dipinto cinquecentesco rappresentante la "Madonna col Bambino" e una tela di autore fiorentina con "Cristo tra santo Stefano e San Sebastiano", anch’esso del sec. XVI.

Dal borgo di Penna, una strada laterale conduce ad un suggestivo paesaggio caratterizzato dalle Balze. E’ la cosiddetta "strada delle Cave". Una stretta strada in direzione opposta, invece, conduce alla chiesetta romanica di San Silvestro in località Caspriano.

Terranuova Bracciolini - Panorama di Montemarciano

Percorrendo la strada delle Cave si giunge, in uno scenario suggestivo al piccolo borgo di Piantravigne, un tempo fortificato. Nei pressi dell’abitato è l’oratorio delle Lacrime, una cappellina del sec. XVIII, eretta per custodire un piccolo dipinto raffigurante la "Madonna col Bambino e San Giuseppe"

Una strada che si dirama dalla "Strada delle Cave" e che si inerpica lungo le pendici del Pratomagno, conduce al piccolo borgo di Montemarciano che conserva tracce evidenti della sua conformazione di borgo fortificato che conserva le due porte di accesso al paese: Porta Campana e la cosiddetta Porta Etrusca. Poco oltre il borgo è il cinquecentesco oratorio della Madonna delle Grazie sorto attorno ad un’edicola, ora inglobata nella costruzione, che ospitava una venerata immagine della VErgine. L’edifici è circondato su tre lati da un portico. All’altar maggiore è un affresco quattrocentesco che raffigura la "Madonna che allatta il Bambino fra San Michele e San Giovanni Battista". Sopra il portale, si trova un affresco del sec. XVII con la "Madonna col Bambino".

Musei e gallerie

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Eventi e manifestazioni

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Dove alloggiare

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Informazioni turistiche

Ufficio Informazioni Turistiche APT Arezzo
Piazza Cavour, 3 - San Giovanni Valdarno (AR)
Tel. (+39) 055 943748 - Fax. (+39) 055 9121123
E-mail: infovaldarno@apt.arezzo.it

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