Castelfranco di Sopra (AR)

Stemma Castelfranco di Sopra - Arezzo

Altitudine: 281 m s.l.m.

Abitanti: 3.032

Codice postale: 52020 - Prefisso telefonico: 055

Distanze: Firenze 43 km, Arezzo 45 km, Siena 68 km

Sito web del comune: www.comune.castelfranco-di-sopra.ar.it

Storia e curiosità

Ubicato sull’antica strada dei Setteponti, ai piedi del Pratomagno, Castelfranco di Sopra costituisce una delle terre nove edificate da Firenze dopo la vittoria di Campaldino su Arezzo (1289) a presidio delle vie di comunicazione e come strumento di colonizzazione del Valdarno. Come le vicine Terranuova Bracciolini e San Giovanni Valdarno, il progetto è attribuito a Arnolfo di Cambio, il grande architetto allora molto attivo a Firenze, ad esempio, nella realizzazione del Duomo e di Palazzo Vecchio.
Il termine "franco" associato a "castello" deriva dal fatto che Firenze, per dare un incentivo alle vicine popolazioni affinché vi si trasferissero, venne loro concesso un periodo di esenzione fiscale pari a dieci anni. Castelfranco viene, infine, detto, "di Sopra" per distinguerlo dall’altro Castelfranco, "di Sotto" che si trova, invece nel Valdarno inferiore, in provincia di Pisa.
Il territorio di Castelfranco di Sopra è caratterizzato dagli scenografici fenomeni erosivi delle Balze.

Da vedere

Castelfranco di Sopra (Arezzo) - La piazza centrale vista dall’alto

L’abitato, fondato nel 1299 al posto dell’antico castello di Soffena, presenta una pianta regolare a scacchiera che ricalca quella classica degli insediamenti romani. Come le città romane, il piccolo ma suggestivo centro urbano è caratterizzato dalla presenza di due assi viari principali (cardo e decumano) che si incrociano al centro dove formano un’ampia piazza. Le altre vie si sviluppano sempre seguendo lo schema ortogonale.

Le mura cingono ancora in parte l’abitato. Delle quattro torri che sorgevano sulle porte cittadine ne rimangono due. Particolarmente ben conservata è la Porta Campana, o Porta Fiorentina, che si presenta chiusa all’esterno, ma aperta verso l’abitato con tre grandi archi. Accanto a questa torre, le mura cittadine conservano ancora un tratto del camminamento di ronda ed il cosiddetto "vicolo lungo le mura" previsto dal progetto per garantire una maggiore sicurezza.
Dalla parte opposta e Porta al Pino, o Porta Aretina, con la sua torre mozzata nel corso del ’700. Vicino a quest’ultima, è la cosiddetta casa Campa, un edificio trecentesco dove un tempo avveniva il cambio dei cavalli, così come è testimoniato dal bassorilievo sulla facciata: un cavallo ed il giglio di Firenze.

Al centro dell’abitato sorge il Palazzo Comunale, edificato nei primi decenni del ’300 e ampliato nel secolo successivo. La facciata è ornata dagli stemmi dei podestà e dei vicari e, nella parte alta, da un affresco settecentesco raffigurante San Filippo Neri, patrono del paese, di Niccolò . Pintucci. All’interno, in una nicchia che si trova nella sala consiliare, vi è un affresco tre-quattrocentesco con la "Madonna che allatta il Bambino". Nella stessa sala si trovano due affreschi staccati del sec. XIV provenienti dalla ex chiesa di San Pietro. Nell’atrio del palazzo è posto il vecchio meccanismo ottocentesco dell’orologio di Porta Campana. Al piano terreno del palazzo sono ubicate le antiche prigioni e una piccola cappella con frammenti di affreschi raffiguranti i "Santi Sebastiano e Francesco".
Poco distante si trova palazzo Renzi, del sec. XVII con un porticato al piano terra.

Castelfranco di Sopra (Arezzo) - L’Oratorio della Compagnia dei Bianchi

Su via Piave si affaccia, accanto al cinquecentesco convento delle Agostiniane, la chiesa di San Tommaso, fondata assieme al borgo (forse addirittura precedente) ma ricostruita e ampliata nei secoli XVII e XVIII. Anche l’elegante porticato è un rifacimento settecentesco. Nella facciata si apre un bel portale del sec. XVIII. L’interno conserva arredi sei-settecenteschi e un antico Crocifisso.

Sul lato opposto della strada è l’Oratorio della Compagnia dei Bianchi, o del Sacramento, edificato nel 1556. Al suo interno, un pregevole altare in legno intagliato e dorato con un dipinto cinquecentesco raffigurante l’"Orazione nell’Orto. Sull’altare di destra, una tela del 1675 con "San Giuseppe, santa Lucia e angeli" con al centro un dipinto settecentesco ("Madonna") entro una cornice ottagonale. Sull’altare di sinistra, un dipinto seicentesco con la "Madonna col Bambino e santi".

Castelfranco di Sopra (Arezzo) - La chiesa di San Filippo Neri

Su via Cavour è la chiesa barocca di San Filippo Neri, costruita nel 1631 e successivamente ampliata. La facciata risale al 1761. L’interno, a tre navate, è concluso da un presbiterio sormontato da una cupola e preceduto da un grande arco trionfale. La volta della navata centrale è decorata con dipinti ottocenteschi del pittore montevarchino Giuseppe Marrubini. Al centro campeggio un affresco del 1867 ("San Filippo Neri in gloria") del fiorentino Pietro Pezzati. Sull’altare maggiore è un dipinto del 1640 circa ("Estasi di San Filippo Neri") di Matteo Rosselli. Dello stesso artista è il tondo con il "Volto Eterno" nel timpano dello stesso altare che, secondo le fonti, sarebbe un autoritratto. In una cappella di destra è una "Madonna col Bambino e San Giovannino", probabilmente di un allievo di Andrea del Sarto.

Poco fuori l’abitato è l’antica badia di San Salvatore a Soffena. Fondata nel sec. XI dai benedettini sui resti di un’antica fortificazione appartenuta agli Ubertini, divenne in seguito una dipendenza del monastero di Vallombrosa. Dopo un periodo di decadenza, nel 1776 venne soppressa e ridotta a complesso agricolo. Un restauro iniziato negli anni ’60 ne ha ripristinato i caratteri originali. L’attuale aspetto è quello dovuto alle trasformazioni avvenute nel secolo XIV.

Castelfranco di Sopra (Arezzo) - Badia di San Salvatore a Soffena
Nell’interno va segnalata la copertura con volte a crociere con archi a tutto sesto, molto rara in questa area dove si predilogono le coperture a capriate in legno. Le pareti sono decorate con affreschi quattrocenteschi di notevole qualità. Sulla parete di destra, "Madonna in trono col Bambino tra i santi Pietro e Francesco" di Paolo di Stefano Badaloni, o Paolo Schiavo; nella lunetta è un "Cristo in Pietà"; "Annunciazione" di Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia, fratello di Masaccio. Nel transetto "Strage degli Innocenti" attribuita a Liberato da Rieti (fra 1454 e 1465), "Visitazione", "San Giacomo", "San Francesco d’Assisi". Fra gli altri dipinti frammentari presenti in chiesa, vanno segnalate le "Storie della vita di san Giovanni Gualberto" di Bicci di Lorenzo.

In direzione di Pian di Scò, si trova il borgo medievale di Pulicciano. La piccola chiesa di Sant’Andrea vanta origini duecentesche, anche se è stato rimaneggiato in più occasioni. Al suo interno conserva un tavola cinquecentesca di area fiorentina raffigurante la "Madonna in trono col Bambino e i santi Andrea e Michele"

Musei e gallerie

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Eventi e manifestazioni

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Informazioni turistiche

Ufficio Informazioni Turistiche APT Arezzo
Piazza Cavour, 3 - San Giovanni Valdarno (AR)
Tel. (+39) 055 943748 - Fax. (+39) 055 9121123
E-mail: infovaldarno@apt.arezzo.it

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