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Altitudine: 281 m s.l.m. Abitanti: 3.032 Codice postale: 52020 - Prefisso telefonico: 055 Distanze: Firenze 43 km, Arezzo 45 km, Siena 68 km Sito web del comune: www.comune.castelfranco-di-sopra.ar.it |
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L’abitato, fondato nel 1299 al posto dell’antico castello di Soffena, presenta una pianta regolare a scacchiera che ricalca quella classica degli insediamenti romani. Come le città romane, il piccolo ma suggestivo centro urbano è caratterizzato dalla presenza di due assi viari principali (cardo e decumano) che si incrociano al centro dove formano un’ampia piazza. Le altre vie si sviluppano sempre seguendo lo schema ortogonale.
Le mura cingono ancora in parte l’abitato. Delle quattro torri che sorgevano
sulle porte cittadine ne rimangono due. Particolarmente ben conservata è la
Porta Campana, o Porta Fiorentina, che si presenta chiusa
all’esterno, ma aperta verso l’abitato con tre grandi archi. Accanto a questa
torre, le mura cittadine conservano ancora un tratto del camminamento di ronda
ed il cosiddetto "vicolo lungo le mura" previsto dal progetto per garantire una
maggiore sicurezza.
Dalla parte opposta e Porta al Pino, o Porta Aretina, con la
sua torre mozzata nel corso del ’700. Vicino a quest’ultima, è la cosiddetta
casa Campa, un edificio trecentesco dove un tempo avveniva il cambio dei
cavalli, così come è testimoniato dal bassorilievo sulla facciata: un cavallo ed
il giglio di Firenze.
Al centro dell’abitato sorge il Palazzo Comunale, edificato nei
primi decenni del ’300 e ampliato nel secolo successivo. La facciata è ornata
dagli stemmi dei podestà e dei vicari e, nella parte alta, da un affresco
settecentesco raffigurante San Filippo Neri, patrono del paese, di Niccolò .
Pintucci. All’interno, in una nicchia che si trova nella sala consiliare, vi è
un affresco tre-quattrocentesco con la "Madonna che allatta il Bambino". Nella
stessa sala si trovano due affreschi staccati del sec. XIV provenienti dalla ex
chiesa di San Pietro. Nell’atrio del palazzo è posto il vecchio meccanismo
ottocentesco dell’orologio di Porta Campana. Al piano terreno del palazzo sono
ubicate le antiche prigioni e una piccola cappella con frammenti di affreschi
raffiguranti i "Santi Sebastiano e Francesco".
Poco distante si trova palazzo Renzi, del sec. XVII con un porticato al
piano terra.

Su via Piave si affaccia, accanto al cinquecentesco convento delle Agostiniane, la chiesa di San Tommaso, fondata assieme al borgo (forse addirittura precedente) ma ricostruita e ampliata nei secoli XVII e XVIII. Anche l’elegante porticato è un rifacimento settecentesco. Nella facciata si apre un bel portale del sec. XVIII. L’interno conserva arredi sei-settecenteschi e un antico Crocifisso.
Sul lato opposto della strada è l’Oratorio della Compagnia dei Bianchi, o del Sacramento, edificato nel 1556. Al suo interno, un pregevole altare in legno intagliato e dorato con un dipinto cinquecentesco raffigurante l’"Orazione nell’Orto. Sull’altare di destra, una tela del 1675 con "San Giuseppe, santa Lucia e angeli" con al centro un dipinto settecentesco ("Madonna") entro una cornice ottagonale. Sull’altare di sinistra, un dipinto seicentesco con la "Madonna col Bambino e santi".

Su via Cavour è la chiesa barocca di San Filippo Neri, costruita nel 1631 e successivamente ampliata. La facciata risale al 1761. L’interno, a tre navate, è concluso da un presbiterio sormontato da una cupola e preceduto da un grande arco trionfale. La volta della navata centrale è decorata con dipinti ottocenteschi del pittore montevarchino Giuseppe Marrubini. Al centro campeggio un affresco del 1867 ("San Filippo Neri in gloria") del fiorentino Pietro Pezzati. Sull’altare maggiore è un dipinto del 1640 circa ("Estasi di San Filippo Neri") di Matteo Rosselli. Dello stesso artista è il tondo con il "Volto Eterno" nel timpano dello stesso altare che, secondo le fonti, sarebbe un autoritratto. In una cappella di destra è una "Madonna col Bambino e San Giovannino", probabilmente di un allievo di Andrea del Sarto.
Poco fuori l’abitato è l’antica badia di San Salvatore a Soffena.
Fondata nel sec. XI dai benedettini sui resti di un’antica fortificazione
appartenuta agli Ubertini, divenne in seguito una dipendenza del monastero di
Vallombrosa. Dopo un periodo di decadenza, nel 1776 venne soppressa e ridotta a
complesso agricolo. Un restauro iniziato negli anni ’60 ne ha ripristinato i
caratteri originali. L’attuale aspetto è quello dovuto alle trasformazioni
avvenute nel secolo XIV.

In direzione di Pian di Scò, si trova il borgo medievale di Pulicciano. La piccola chiesa di Sant’Andrea vanta origini duecentesche, anche se è stato rimaneggiato in più occasioni. Al suo interno conserva un tavola cinquecentesca di area fiorentina raffigurante la "Madonna in trono col Bambino e i santi Andrea e Michele"
Non ci sono al momento schede relative a Castelfranco di Sopra
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