Rocca San Silvestro: una ghost town in Maremma

Rocca San Silvestro in Maremma

Ma è davvero necessario recarsi nei deserti del West americano per ritrovare tutto il fascino delle "ghost towns" minerarie, le città fantasma abbandonate non appena la vena del minerale si esauriva? Noi, più semplicemente, vi invitiamo a recarvi nella Val di Cornia, in Maremma, ovvero in quel territorio semiselvaggio che si sviluppa alle spalle del promontorio di Piombino, a Sud di Livorno. Certo, gli amanti del genere "western" sentiranno la mancanza del vento del deserto, quel vento che alza nuvole di polvere, fa cigolare i cardini delle porte dei saloons, porta con sè gli ululati dei coyotes e il suono mortale dei serpenti a sonagli.

Ma volete mettere la suggestione unica di un territorio come la Maremma? Di un luogo dove una natura spesso selvaggia e aspra assedia le necropoli etrusche, i borghi medievali incredibilmente intatti, le torri antiche per poi tuffarsi nelle calde acque del mare che si trova lì a pochi passi? Un territorio per giunta che, a differenza degli States, può vantare un’attività mineraria con origini che si perdono nella più remota antichità? Un’attività resa celebre fin dai tempi degli etruschi che proprio qui e nella vicina isola d’Elba estraevano e lavoravano il minerale per poi esportarlo in tutto il mondo allora conosciuto. Le tracce di questo lavoro millenario sono ancora ben visibili, così come i forni fusori, i resti delle fucine e molto altro ancora. Mentre le miniere, che sono state operative fino a pochissimo tempo fa, sono sono ancora percorribili. Un mondo incredibile, quindi, segnato da sempre dalla fatica dell’uomo, un territorio unico al mondo, seppur non celebrato da nessun regista di Hollywood.

Rocca San Silvestro in Maremma - I resti della chiesa e della torre

Con luoghi di una suggestione unica come Rocca San Silvestro. Una città fantasma, per l’appunto, ma davvero molto particolare. Un borgo che si nota fin da lontano, arroccato su uno sperone roccioso in mezzo ad un deserto fatto non di sabbia, colorato del verde della macchia, dell’azzurro infinito del cielo, del candore delle pietre. Una posizione formidabile, adatta a dominare un tempo il terreno paludoso che occupava il breve tratto di pianura che lo separava dal mare. Rocca San Silvestro, in realtà si chiamava Rocca al Palmento ed era un villaggio di minatori e fonditori sorto tra il X e l’XI secolo. Vi si estraeva il rame e il piombo argentifero, minerali che alimentavano la produzione di monete di Lucca e di Pisa. Come tutti i borghi del medioevo, aveva dei nobili padroni, i conti della Gherardesca, la famiglia del famoso Ugolino immortalato da Dante, tanto per intenderci. Successivamente, divenne proprietà di un casato che prese per questo motivo il significativo nome Della Rocca.

Rocca San Silvestro in Maremma - Particolare dei resti della chiesa

Il borgo venne abbandonato nel corso del Trecento, in un periodo di profonda crisi, di guerre, di crisi economica, della terribile Peste Nera che causò una crisi demografica senza precedenti. Un’epoca, per giunta, in cui le tecniche di lavorazione del minerale si stavano trasformando in senso per così dire "industriale" con l’utilizzo sistematico della forza idraulica che qui era impossibile da utilizzare. Ed in questo contesto il lavoro svolto esclusivamente a braccia, come si faceva nella Rocca, era destinato a morire. La scoperta di nuove miniere in Sardegna e la lotta sempre più feroce con la vicina Pisa, fecero poi il resto.

Durante il XIII secolo, ovvero nel momento di massima espansione, Rocca San Silvestro doveva avere una popolazione di 200-250 persone. La struttura del borgo fortificato era stata concepita in maniera razionale, con aree abitative e altre specializzate per la produzione metallurgica. Le abitazioni erano di uno o due piani, con tetto a doppio spiovente su travature in legno e coperte da lastre di pietra. Gli ambienti al piano terra erano adibiti a stalle o magazzini. In vetta, su una sorte di terrazzo artificiale, vi era la residenza del signore con il cassero, l’alta torre quadrata e tre cisterne.

Nel terrazzamento orientale, fra il cassero e il borgo, sorgeva la chiesa dedicata a san Silvestro e che che, stranamente, dette il nome al borgo un secolo dopo che esso era stato abbandonato. Ed infatti fu l’unico edificio a continuare ad essere utilizzato dopo quella data. Ora anch’esso è in rovina, come tutto il borgo. Ma vi si legge ancora, nonostante i saccheggi, l’antica struttura ad aula unica a trapezio, il portale, l’abside. Davanti al sagrato, vi è il cimitero. Recenti scavi vi hanno identificato oltre seicento sepolture.

Rocca San Silvestro in Maremma - Panorama. Nello sfondo il mare Tirreno

Durante il sec. XIII, l’abitato venne trasformato. La cinta muraria venne rifatta e le abitazioni innalzate di un piano. Le officine per la lavorazione dei metalli vennero sistemato all’esterno delle mura. Una grande quantità di scorie di fusione e di materiale refrattario utilizzato per la lavorazione testimonia la consistenza della produzione e della lavorazione del materiale. L’antico borgo, come le miniere sono state intelligentemente inseriti all’interno di un parco archeologico e minerario inserito nell’ambito del sistema dei Parchi della Val di Cornia.

Oggi, Salire fino a Rocca San Silvestro, tramite un disagevole sentiero, fa davvero una strana impressione. Da qui si domina un paesaggio incredibile e apparententemente infinito, mentre il vento porta con se le fragranze della macchia mediterranea e la salsedine che si indovina laggiù a pochi passi. Una natura stupenda, arcaica, ma che reca le profonde ferite inferte da millenni di attività dell’uomo. E ci troviamo a calpestare selciati in pietra posati da uomini come noi, molti secoli or sono, fra i muri dele case e delle officine che un tempo risuonavano del rumore degli attrezzi, degli schiamazzi della vita quotidiana, delle grida di gioia e di dolore. Mentre ora vi regna il silenzio, rotto soltanto da un vento che pare uscire dalle profondità del tempo per percorrere le viuzze dell’antico borgo abbandonato e poi tornare al nulla che l’aveva partorito. Lasciandoci soli con i nostri pensieri.


Ci troviamo nel comune di:
Campiglia Marittima (LI) - scheda
Il castello è visitabile all’interno dei percorsi del Parco Archeominerario di San Silvestro. Informazioni e prenotazioni: tel. 0565/226445
e-mail: prenotazioni@parchivaldicornia.it
web: www.parchivaldicornia.it

Come arrivare:
SS1-Variante Aurelia, uscita San Vincenzo Sud, prendere la SP 20 e proseguire in direzione Campiglia Marittima per circa 4 km fino all’ingresso del parco.